L'oro liquido delle Marche

29 November 2012
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Ventisei ettari, più di diecimila ulivi, le colline che dominano Ancona e sullo sfondo il mare. Una pace come

nell’evangelico Orto dei Getsemani. Un paesaggio insolito a chi è abituato a pensare alle Marche come a una destinazione esclusivamente balneare. E’ qui che ogni anno, da un decennio, viene prodotto l’olio extravergine giudicato da una commissione internazionale lo scorso luglioil migliore al mondo: l’olio Del Carmine. Un alimento tipicamente mediterraneo, entrato a far parte del patrimonio Unesco, l’olio extravergine d’oliva raggiunge in questa zona d’Italia livelli qualitativi che l’hanno portato, un passo dopo l’altro, a guadagnare il vertice della piramide delle eccellenze e dei riconoscimenti. Artefice di questo "oro liquido", come Omero amava definire l’olio, è la famiglia Roversi, animata da una passione quasi maniacale per la genuinità del suo prodotto; una realtà artigianale che non dimentica la tradizione ma si avvale allo stesso tempo delle più moderne tecnologie. La posizione e l’influsso dell’aria marina creano un microclima perfetto nella tenuta per gli ulivi; le quattro varietà di frutti prodotti (leccino, ascolana, frantoio e pendolino) vengono raccolte separatamente, nei diversi momenti di maturazione e subito trattate sul posto nel frantoio. Il profumo di olio che si sprigiona a fine ottobre, tempo della molitura, è fortissimo ed evoca i sapori e le atmosfere di una volta. Ma non è solo un fattore olfattivo; l'olio extravergine di oliva è sempre stato considerato a metà strada tra un alimento e un medicinale. Le proprietà benefiche che ha sull'organismo sono state provate da diversi studi clinicie includono la riduzione del colesterolo, i rischi di occlusione delle arterie, l’abbassamento della pressione arteriosa e degli zuccheri nel sangue. Contiene vitamina A, D ed E, oltre a prevenire la perdita di calcio nelle ossa. E nel piatto? Grazie alle diverse varietà dalle quali viene estratto aiuta di volta in volta a esaltare i differenti sapori della tavola: ascolana per il pesce, frantoio per bruschette o carni alla griglia, leccino per i dolci e le verdure crude. Anche conoscere la provenienza del prodotto e poter contare sui controlli effettuati da organizzazioni affidabili è il primo essenziale passo verso una sana alimentazione. Riuscire a tracciare il percorso dell’olio è importante ed è la missione del Sistema Unasco a cui appartiene anche l’azienda Del Carmine. Una rete costituita dalla partnership fra le realtàdei produttori olivicoli. Composto da 20 organizzazioni di aziende presenti nelle zone vocate all’olivicoltura di 10 regioni italiane, utilizza un sistema integrato di rintracciabilità – qualità per gestire tutte le fasi della filiera e garantisce il rispetto della disciplinare imposta. Collegandosi al suo sito e inserendo il numero di lotto presente sulla bottiglia dell'olio, si possono ripercorrere tutte le fasi che l’hanno portato fino nelle nostre mani. Non solo condimento – alimento è il ruolo assunto dal prestigioso olio anconitano. Grazie alla collaborazione con altre piccole e selezionate realtà del territorio, la sua eccellenza può essere ritrovata in alcuni prodotti da forno, cioccolato, creme di bellezza e persino in una tipicità milanese: il panettone, ribattezzato "Panettolio" per distinguerlo dall’originale e dove il burro è stato sostituito con olio d’oliva. Un’alternativa light per le feste di Natale.

Paola Drera

www.aziendadelcarmine.it

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