Presentata la nuova collana editoriale e la produzione turistica 2019

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In arrivo le nuove guide turistiche 2019 firmate Morellini Editore. La presentazione, svoltasi martedì 9 aprile presso il nuovissimo spazio Labò (via Carlo Farini 70, Milano),

ha visto la partecipazione di Sara Pupillo, autrice di "L'Aquila"; Paolo Crespi, autore di "Bordeaux" e Benko Gjata, autore di "Albania e Kosovo".morelli

Mauro Morellini, patron della casa editrice, ha illustrato le innovazioni della produzione turistica del 2019."Negli ultimi cinque anni - ha affermato l'editore - le vendite sono cresciute del 400%.  E' un dato eccezionale, e non riguarda soltanto l'area delle guide turistiche. C'è un alto gradimento per il nostro marchio. Siamo sempre stati all'avanguardia, con una gamma di prodotti editoriali per tutte le esigenze. Le prime guide in Italia a offrire cartaceo + digitale, una collana dedicata alla destinazione dei voli lowcost, un'altra - Guide al femminile - specificatamente pensata per le donne e scritta da donne,ed infine la neonata collana Italia da scoprire dedicata a territori ancora da valorizzare dal panorama editoriale".

Per quest'ultima, si parte da "L'Aquila" di Sara Pupillo (già in libreria dal 28 marzo), cui seguono: la guida alla Capitale Europea della Cultura 2019 "Matera" di Giancarla Babino, "Genova" di William Dello Russo, "Ragusa" di Dolores Carnemolla e "Il Cilento e Salerno" di Nicolò Cesa. In autunno sarà invece la volta di: "Reggio Emilia" di Mattia Placanica, "Piacenza" di Gaetano Rizzuto e Jonne Bertola e "Monferrato, Alessandria e Asti" di Elisa B. Pasino.

Prosegue invece la produzione della storica collana Guide Low Cost dedicata alle città e isole d'Europa: grande accoglienza è stata data  a "Bordeaux" di Paolo Crespi (già in libreria da febbraio) Tra le novità del 2019  "Sofia" di Anna Masetti e "Alonissos e Sporadi" di Ughetta Lacatena, oltre alle nuove edizioni di alcuni best seller della casa editrice: Amburgo, Bilbao, Corfù, Granada, Marsiglia e Zurigo.

La collana Insider porta due nuovi titoli - "Argentina" di Andrea Battaglini ed "Estonia" di Alessio Franconi - e le nuove edizioni di: "Albania e Kosovo" di Benko Gjata e Francesco Vietti e "Armenia e Nagorno Karabakh" di Mauro Morellini.

Infine, per la collana Guide al femminile, collana pensata per le donne e, ovviamente, scritta da autrici donne,  freschi di stampa "Padova al femminile" di Francesca Visentin e "Berlino al femminile" di Giulia Dickmans. 

La vera e importante novità di quest'anno: su tutte le guide sono presenti le estensioni digitali: link QR a video e documentari, playlist Spotify, PDF light.

Morellini Editore è il primo editore di turistica al mondo a sfruttare in maniera così estensiva e integrata le potenzialità del digitale, accompagnando nel contempo le nuove modalità di viaggio e di accesso all'informazione, proseguendo un cammino già avviato con i PDF light collegati a ciascun volume, completi di geolocalizzazione degli indirizzi e link e numeri di telefono attivi (primo editore in Italia).

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Labò – Milano, via C. Farini 70

 

 La Redazione

 

 


 CLASSICO O CIVILE UFFICIALE, FESTE PRIVATE E GRANDI EVENTI NEL CUORE DEL PARCO DEL TICINO

 

La splendida dimora si trova a Cassinetta di Lugagnano, a 25 km da Milano e fa parte delle famose case da nobili edificate lungo il Naviglio Grande da proprietari terrieri milanesi del '500.

Dal 2007, grazie ad una Convenzione tra Villa Negri e il Comune di Cassinetta di Lugagnano, si può celebrare il matrimonio civile con valore legale e firma dei registri, nei giardini o nelle sale della villa.
La cerimonia civile si può celebrare tutti i giorni dell’anno (tranne nelle festività del 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno e 25 Dicembre) e a qualsiasi ora, persino a mezzanotte.
In Villa Negri gli sposi potranno scegliere se far celebrare il loro matrimonio dal Sindaco, Assessore o Consigliere Comunale o decidere di avere un proprio amico celebrante che per l’occasione indosserà la fascia tricolore.

Il location manager, Antonio Negroni, seguirà gli sposi passo per passo nell’iter amministrativo, dando anche preziosi consigli sull’ angolo di giardino scelto a seconda del giro del sole, della stagione e dell’orario della cerimonia. Le fioriste sceglieranno insieme agli sposi gli allestimenti più suggestivi e personalizzati della cerimonia, seguendo lo stile più vicino ai gusti e preferenze della coppia, e saranno a disposizione per gli ultimi ritocchi e consigli, per esempio aiutare sposo e testimoni con le bottoniere o consegnare alla sposa il bouquet che è stato tenuto al fresco e in acqua fino a poco prima.

 La storia della suggestiva dimora è particolarmente interessante: I primi documenti della proprietà di Villa Negri (attualmente

denominata I Platani) risalgono all’inizio del XVI secolo. Nella prima metà del settecento la casa viene completata, prendendo la definitiva forma a U che ora la contraddistingue

e che ne fa un piccolo gioiello di architettura Milanese.

Nel 1821 la proprietà passa al generale austriaco Giovanni Dembowski che a sua volta la vende, nel 1846 a Gaetano Negri, nonno dell’omonimo Negri,
Senatore del Regno d’ Italia e sindaco di Milano dal 1884 al 1889, a cui è dedicata la piazza di Cassinetta di Lugagnano, dove sorge il Municipio.

Attualmente la casa è abitata dagli eredi Negri, una famiglia che con passione e amore mettono a disposizione questa splendida struttura per eventi aziendali e privati, in particolare per la celebrazione dei matrimoni civili.

Per info: Via Alzaia Naviglio Grande 3 - Cassinetta Di Lugagnano -Milano
Tel.: 338 5824135 - mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

La Redazione

 

La disfida, DeNittis, il colosso e le cento chiese

 

Barletta, una delle tre citta della sesta provincia pugliese, BAT (Barletta Andria e Trani) ha mille sfaccettature per cui vale la pena un soggiorno, e non breve.

 Non è solo la città della famosa disfida, quella del 1053, ogni anno rievocata con grande sfarzo e manifestazioni, grande richiamo di turisti provenienti da ogni parte: la Cantina è ancora e sempre lì a farsi ammirare.

L’ occasione di un press tour - supportato dal Patto Territoriale Nord Barese Ofantino e promosso dal Comune di Margherita di Savoia - ha permesso ad un gruppo di giornalisti, opinion leader e fotoreporter di scoprire in cinque giorni alcuni luoghi di principale interesse culturale nella provincia Bat, e fra questi non poteva mancare Barletta.

 La città della Disfida ha centinaia di chiese ma è anche testimonianza del potere Svevo: direttamente sul mare si affaccia l’imponente Castello Federiciano, luogo di incoronazioni, di promulgamento di leggi, punto di partenza dei Crociati. Che, armati di tutto punto, si facevano benedire nel Santo Sepolcro e salutavano l'imponente statua bronzea di Eraclio, re gigante divenuto simbolo della città.

 La statua di Eraclio, il celebre Colosso di Barletta, ha 1.600 anni. Lo ha decretato un’analisi di termoluminescenza a cui sono stati sottoposti alcuni campioni di materiale di cui è composta la statua - posta su un piedistallo marmoreo lungo corso Vittorio Emanuele - eseguita dal laboratorio di Archeometria del dipartimento di Scienze dei materiali dell'Università Bicocca di Milano.

Conosciuto dai barlettani come Eraclio (“Arè” nel dialetto locale) è un’imponente statua di bronzo alta 4,50 m, posta davanti al fianco sinistro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta. L’opera, di epoca bizantina, raffigura probabilmente l’imperatore Teodosio II.

 La Basilica del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta e la sua stessa titolazione ricorda il legame con la Terra Santa e il sepolcro di Gesù. Edificata sui resti di una basilica medioevale, fungeva da crocevia strategico di importanti assi di comunicazione viaria: la via Adriatica e la via Traiana, rappresentando di fatto uno snodo di transito per pellegrini diretti in Terra Santa e crociati verso Gerusalemme.

È il luogo di culto cui il Colosso dà le spalle, edificio di origini romaniche in cui si avvertono le vistose influenze francesi (la Francia c’è spesso a Barletta – oltre alla famosa disfida) del gotico (‘300 e '400) e le successive trasformazioni (facciata rinascimentale), in una sovrapposizione di esperienze architettoniche che nell'insieme hanno un notevole fascino. C’è anche un fonte battesimale del '200, mentre una tavola di gusto bizantino raffigurante la Madonna di Costantinopoli è sull'altare dell'abside destra. Nel ricco Tesoro sono racchiuse testimonianze di arte medievale: reliquiari, ostensori e oggetti liturgici di pregevole fattura.

Il tour prosegue per  le vie del centro cittadino per arrivare alla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" che raccoglie le opere del celebre artista donate alla città dalla moglie, amica e modella Léontine Gruvelle (ancora Francia, quindi).

E’ “il” museo di Barletta dedicato al pittore Giuseppe De Nittis, allestito dal 2007 nel Palazzo della Marra. Ebbe diversi sedi: prima nell'ex convento dei Domenicani, in seguito trovò posto nelle sale al primo piano della fortezza Federiciana ma la vicinanza del mare, ritenuta potenzialmente rischiosa, portò il trasferimento presso il Palazzo della Marra, di recente ristrutturazione.

L’allestimento è organizzato per aree tematiche e consente al visitatore di ripercorrere l’evoluzione artistica di uno dei principali protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento. La pinacoteca ospita periodicamente esposizioni temporanee. (Per info: Via Cialdini, 74, 76121 Barletta - tel.0883 538312 - Orario estivo dal 1° mag. al 31 ott.: 10.00-20.00 Orario invernale dal 1° nov. al 30 apr.: 09.00-19.00 )

Il comune di Barletta comprende anche la frazione di Canne, un interessante sito archeologico ricordato per la celeberrima battaglia vinta nel 216 a.C. da Annibale.

Per ogni indicazione per un buon soggiorno e poter assaporare i piatti tradizionali del territorio è consigliabile consultare l’infopoint, l’Ente Turismo, Proloco e sito del Comune.

 

 

Silvia Donnini

 

Un passaporto per il successo Brillamont Int. School: 136 anni di attività per una delle più autorevoli istituzioni di Losanna

 

Da cinque generazioni per i valori tramandati la rendono unica. Incastonata nel verde di un grande parco che sovrasta la collina di Losanna e il lago Lemano, è una autentica istituzione, fondata nel 1882 dalla stessa famiglia che ora ne tramanda il prestigio e che nel corso dei lustri ha accolto figli di celebrità, rampolli di sangue blu e ragazzi di ogni ceto sociale all'insegno dell'uguaglianza e della discrezione.

Rinomata e conosciuta nel mondo per l’eccellente livello dei suoi corsi annuali, nelle sue palazzine ottocentesche accoglie ragazzi dagli 13 ai 18 anni che possono seguire – a scelta – il programma accademico Americano o Inglese. Un ambiente dove i ragazzi sono in buone mani, seguiti 24 ore su 24 da “tutor” che accompagnano il corso di studi e la pratica di una grande varietà di attività ricreative, culturali e sportive secondo le stagioni (tennis, windsurf, nuoto, bicicletta, jogging, sci, snowboard, free climbing......) ed eventuali interessi personali.

La struttura, composta da ben sette edifici, è immersa nel verde di una delle zone più belle della capitale del cantone Vaud. Da qui si gode di una vista incredibile sul lago di Ginevra e le Alpi svizzere. "Un solo spirito, una sola famiglia, per una scuola ultracentenaria" è lo storico motto della Brillantmont Int. School (www.brillantmont.ch), che quest'anno ha celebrato ben 136 anni di attività.

Nonostante "l'età" si respira un'atmosfera cosmopolita, la BRILLANTMONT International School accoglie un numero limitato di studenti. 130 al massimo, provenienti da oltre 35 nazioni, così da garantire ad ognuno l’attenzione che merita e da sostenere, stimolare, favorire l'espressione dei rispettivi potenziali al meglio delle possibilità individuali. I ragazzi ricevono «Un insegnamento in inglese che risveglia la curiosità e sviluppa lo spirito, immerso in una cultura francese». In breve, un’istruzione flessibile di altissimo livello in un contesto multirazziale che permette agli allievi loro di crescere in un ambiente familiare adeguato ad un mondo che non ha più confini. Un ottimo lasciapassare formativo e sociale per sviluppare uno spirito comunitario internazionale, essenziale per chi intende proseguire i propri studi universitari all'estero e stabilire una rete di amicizie nei cinque Continenti, bagaglio di una vita.

In estate, tra luglio e agosto, l’Ecole Brillantmont si trasforma in un piacevolissimo “campus” per ragazzi dai 10 ai 17 anni in occasione dei Summer Courses che allo studio delle lingue abbinano il piacere di una infinità di attività ricreative, culturali e discipline sportive da praticare in un contesto naturale ineguagliabile. Una «vacanza» utile e formativa, valido test anche per chi intende valutare se intraprendere l'intero percorso scolastico. Gli allievi dei Summer course possono scegliere di seguire corsi di inglese o francese. Molti frequentano abitualmente i Summer Courses, nel segno di una costruttiva continuità. Stabile nel corso di questi ultimi anni il numero di allievi italiani dei corsi estivi.

Da sottolineare che alcune richieste non hanno potuto essere accolte per non squilibrare il mix di nazionalità, regola che è fondamento della scuola. Ma è la continuità dei corsi invernali che la contraddistingue. Fino a Gennaio 2019 sarà possibile iscriversi. L’approccio all’apprendimento nella scuola è personalizzato, per consentire uno sviluppo individuale dei punti di forza di ciascuno studente.

Un vantaggio non trascurabile è anche la vicinanza di Losanna. A poco più di 3 ore di auto o treno da Torino e Milano, la capitale del Vaud é a breve distanza dall'Aeroporto di Ginevra (40 minuti di distanza), collegato con diverse città Italiane.

Per ogni informazione: www.brillantmont.ch

Silvia Donnini

 

Dal museo archeologico a quello del libro, dalle cisterne ai dolmen

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Le origini di questa cittadina si perdono nella notte dei tempi, oltre duemila anni a.c e gravitano attorno al suo agro ed è sempre stata ripartita in villaggi e contrade. Ma ciò che la rende affascinante sono i suoi "tesori", piu o meno conosciuti, che meriterebbero senz altro piu risonanza, da un punto di vista storico e artistico. Come la concattedrale di Ruvo di Puglia, dedicata a Santa Maria Assunta, che è uno dei più importanti esempi di romanico pugliese. O la grotta di San Cleto, una cisterna di epoca romana volgarmente chiamata grotta, situata nell'ipogeo della chiesa del Purgatorio di Ruvo. E ancora, il dolmen della Chianca: un imponente monumento megalitico preistorico, risalente all'età del bronzo.

E' un territorio che pullula di reperti. E non poteva mancare (per fortuna) un luogo che racchiudesse tanta storia. Prima del 1800 la città di Ruvo era praticamente sconosciuta agli studiosi. Su Ruvo, sulla sua storia e sui vasi nessuno sapeva niente. I contadini dell'epoca, infatti, quando nei propri terreni trovavano dei vasi li frantumavano con le zappe perché erano interessati soltanto alle monete contenute. Grazie ad alcune persone colte, come la Famiglia Jatta, si capì l’importanza di questi oggetti ed iniziarono così vere e proprie ricerche. La collezione Jatta andò formandosi dal 1820 fino al 1842 e quando stava per essere ceduta al re di Napoli (per volere dello stesso Giovanni Jatta), la lungimirante e caparbia Giulia Viesti, moglie di Giulio, fece annullare la volontà del cognato e diede una sede al museo a Ruvo di Puglia.
Erede delle fortune e della raccolta di vasi fu l’amato nipote Giovannino, figlio di Giulio e di Giulia Viesti. Seguendo gli insegnamenti IMG 20180213 100409direttamente impartiti dallo zio, Giovannino dedicò gran parte dei suoi studi alla sistemazione e la catalogazione dei vasi all’interno del museo, terminati poi con la pubblicazione di un voluminoso catalogo ancora oggi non sostituito. Il Museo è una chicca, nella bellezza, nella disposizione e nella cura. Il Museo Jatta è l’unico Museo in Italia che conserva ancora oggi la disposizione originaria voluta dal suo fondatore nell’Ottocento. Nel 1991 lo Stato ha provveduto ad acquistarlo inaugurando l’apertura nel 1993. Il museo è una raccolta di vasi in terracotta, (fatta eccezione per quelli conservati nell’ultima sala), datati dal settimo secolo al quarto secolo avanti Cristo. Non tutti i vasi esposti sono di Ruvo: molti provengono da Canosa e Taranto ed alcuni direttamente dalla Grecia. E' diviso in quattro sale (in realtà c'era anche una quinta dedicata alle monete ritrovate ma furono rubate agli inizi del'900) e nella quarta stanza ci sono, insieme al busto di Giovanni Jatta senior -iniziatore della raccolta - i vasi più preziosi più belli e famosi.

Il vaso più importante è quello del gigante Talos, protettore di Creta. Il Museo è aperto tutti i giorni ma è consigliabile prenotare, con un po di fortuna è possibile incontrare una degli eredi della famiglia, la signora Rosa Faenza Jatta (nella foto), cortese, affabile ed orgogliosa del patrimonio culturale lasciato.

(per info: segreteria Museo Jatta: Tel.: 080 3612848)
Oltre al Museo Jatta,che si trova nel centro del paese, è possibile pernottare nella Tenuta appartenuta alla stessa famiglia. Immersa in un vasto bosco di querce e macchia mediterranea, la villa, datata 1821, è nata come tenuta di caccia voluta e costruita da Giovanni e Giulio Jatta. E' stata ristrutturata e organizzata dai loro eredi, nei primi anni del ‘900 ed in parte dagli attuali proprietari (nel 2013-2014) ed adibita a Bed and Breakfast.

 

museolibroruvo Un altro "tesoro" di Ruvo è La Casa della Cultura-Museo del Libro, inaugurato nel 2016 all'interno di Palazzo Caputi, uno dei gioielli architettonici della città. Sede anche della biblioteca comunale, il palazzo ha aperto le porte ad un museo del libro nel quale è conservata in quattro teche la parte più preziosa del fondo librario, circa duemila: i libri della Biblioteca dela famiglia Jatta (e il famoso catalogo) e quelli provenienti dalle antiche biblioteche dei Conventi di Ruvo di Puglia,

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dei tre ordini monastici maschili della città – Frati Scolopi, Frati Cappuccini e Frati Minori Osservanti – soppressi nel 1866. Fanno parte del prezioso patrimonio librario, acquisito dal Comune già dalla seconda metà dell’Ottocento, le Cinquecentine e le Secentine

 (restaurate e inventariate dai Componenti Comitato Scientifico del Museo del Libro/Casa Della Cultura).

Il museo e biblioteca hanno anche installazioni multimediali e i libri antichi sono consultabili in versione digitale. Con un semplice touch è anche possibile interagire virtualmente con il busto marmoreo di Giovanni Jatta, pronto a raccontare la storia della famiglia e a presentare il patrimonio archeologico della città.

Per info: via Alcide De Gasperi, 26 - Ruvo di Puglia
This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - Telefono 0803611513

 

 

 

 

 

 

Silvia Donnini

 

Tour degustativo da La Montina Franciacorta, a soli 20 minuti dal Ponte provvisorio

il ponteche a Giugno 2016 reinterpreterà per 16 giorni (dal 18 Giugno al 3 Luglio) il lago lombardo

L'installazione si svilupperà in circolo da Sulzano a Monteisola (Peschiera Maraglio) e poi con due diramazioni condurrà all'isola privata di San Paolo. Un evento di risonanza internazionale, progettato dall'artista bulgaro di fama internazionale Christo, che prospetta l’arrivo di più di 50.000 visitatori nell’arco di quindici giorni.

 Il lago si sta preparando al meglio per poter accogliere una mole così concentrata di turisti, e lo stesso le attività che vi ruotano attorno. La Montina, storica cantina della Franciacorta, proporrà per tutti i turisti appassionati di vino ed arte un tour completo di degustazione Franciacorta e visita al Museo d’arte contemporanea “Remo Bianco”.

 In esposizione presso il museo durante le due settimane del “The Floating Piers”, una delle collezioni di arte aborigena più completa a livello mondiale. Artista principale della museoremobianchimostra Kunibilarranda “Dir Dik” (nato a Roebuck Bay nel 1946). Da sempre forte sostenitore dei diritti del popolo aborigeno, utilizza la propria arte come strumento di divulgazione e trasmissione delle ricchezze e della cultura dei nativi australiani alle generazioni future.

 La Montina, insignita nel 2008 del premio “Ospitalità” indetto dalla Bocconi, per le visite guidate è aperta 7 giorni su 7, con disponibilità di due turni di visita: 10,00 e15,30. Per prenotare è necessario rivolgersi all’ufficio incoming: Alberto Botticini - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. oppure allo 030 653278. 

Le Tenute La Montina di Monticelli Brusati sono fra le aziende storiche della Franciacorta. Le vigne aziendali sviluppano su di una superficie vitata di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta. Vigneti, con giacitura preminentemente collinare, impiantati su terreni calcarei e limo-argillosi con una resa circa di 100 quintali per ettaro con densità di 5.400/7.000 ceppi per ettaro. La cantina si estende per 7.450 m² sotterranei, il che garantisce tutto l’anno la minore escursione termica possibile (attorno ai 13°- 16°) e condizione ottimale per la giusta maturazione dei Franciacorta. La produzione media è di 380.000 bottiglie annue.

 

 Info: La Montina - Tel. 030 653278 - This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. - www.lamontina.it 

 locandina terre dargogna  Bolzano Novarese  si immerge in un'atmosfera incantata, dove fantasia e realtà si fondono dando vita ad un mondo antico, magico e misterioso come è il medioevo. Dal 10 al 12 giugno 2016


Saranno giornate ricche di eventi, laboratori ed esibizioni a sfondo medievale, sia per gli adulti che per i bambini, con musica d'epoca, popolani, arcieri, giullari, cantastorie, sbandieratori, falconieri, dame e cavalieri.“Terre d’Agogna” è il nuovo nome della conosciuta rievocazione “Alla Corte sul Lago”, una nuova formula di rievocazione medievale per Bolzano Novarese.

Molte le grandi novità, oltre al cambio del nome, il cambio di location. La manifestazione, infatti, si svolgerà presso l’area verde adiacente alla sede della Pro Loco, dietro la chiesa parrocchiale.

Gli orari di apertura si incentreranno più su quelli serali, garantendo spettacoli notturni e possibilità di consumare cibi medievali in tutti i tre giorni di rievocazione. Durante tutto il periodo dell'evento saranno aperti due punti ristoro, uno all'interno dei campi e uno nell’adiacente sede della Pro Loco, che proporranno degustazioni di piatti tipici medievali.

Il programma dettagliato:

Venerdì 10 giugno:
Tutto ha inizio con la cena medievale (a partire dalle ore 20.00) dove si potrà degustare, intorno ad una tavola imbandita, libagioni cucinate seguendo il ricettario del 1300.
Vino liquoroso a volontà, mentre si sarà assorbiti dall'atmosfera magica di una notte antica, circondati da dame, nobili cavalieri e giullari.
Otto portate, vino e acqua compresi, con una suggestiva ambientazione e la luce delle torce che faranno da sfondo ad una serata unica. (Obbligatoria la prenotazione al 345.2194400).

Sabato 11 giugno
Dalle ore 15.00 alle 23.00 un turbinio di crescente emozioni tra spettacoli di strada, danze, falconeria e combattimenti.
Si comincia con il “Palio degli Agugnit” in cui Comuni limitrofi si sfideranno in tenzoni e giochi di un tempo.
A seguire la seconda edizione del “Torneo della Riviera” in cui cavalieri provenienti da terre lontane si sfideranno per l’onore e la gloria.
E quindi spettacoli di giocolieri, falconeria, arceria e duelli di cavalieri accompagneranno i visitatori fino alla cena, che potrà essere consumata presso i punti di ristoro presenti, nell’attesa di una delle maggiori novità di quest’anno, ovvero la battaglia notturna.

Domenica 12 giugno – Ore 10.00 – 18.30:
Per una totale immersione nel mondo medievale, alle ore 10.30 presso la Villa Borsini Marietti, verrà celebrata la Santa Messa con la presenza del popolo di Bolexano, a cui seguirà la benedizione delle spade e l’investitura del cavaliere.
Alle ore 11.30, al termine della messa, il corteo storico risalirà dalla Villa fino agli accampamenti passando per il centro storico.
Dopo il pranzo, che sarà possibile consumare in loco, il pomeriggio sarà un susseguirsi di attrazioni (giocoleria, falconeria, duelli di cavalieri) per giungere alle ore 17.30 all’evento clou, ovvero la grandiosa battaglia tra due schieramenti di armati.

Durante entrambe le giornate di sabato e domenica saranno presenti un mercato storico, in cui sarà possibile acquistare oggetti di artigianato e prodotti alimentari, e attività di animazione per i più piccoli
Perinfo e il programma dettagliato di “Terre d’Agogna” visitare la pagina facebook “Terre d’Agogna” oppure contattare il numero +39 345 2194400.

 

La Redazione Tiguido

A SANT’ANGELO DI BROLO fino al 10 GIUGNO 2017

Mostra personale di Giuseppe Indaimo

Inaugurazione il 21 maggio

Dal 21 maggio al 10 giugno 2017, a Sant’Angelo di Brolo (in provincia di Messina) sarà esposta una mostra personale di Giuseppe Indaimo dal titolo “Percezioni tra nostalgia e intuizione”.  L’evento è promosso dall’Associazione Culturale A.C.A.I.S dei Nebrodi e patrocinata dal Comune di Sant’Angelo di Brolo e raccoglie una serie di interessanti opere inedite che si ispirano allo splendido territorio messinese dei comuni di Brolo, Ficarra, Patti e Sant’Angelo di Brolo.

La mostra è curata da Marinella Speziale che ha seguito anche la stesura del catalogo e presenterà un ciclo di dipinti realizzati su tela con tecnica mista. Il catalogo della mostra è pubblicato da Lombardo Editore. Il percorso, allestito negli spazi dell’ex Asilo “Teresa Basile” oggi Palazzo della Cultura sede della Biblioteca Comunale, offrirà, attraverso le sue opere, la possibilità di conoscere l’arte del maestro Giuseppe Indaimo.

L’inaugurazione domenica 21 maggio al Palazzo della Cultura, sarà preceduta da una presentazione alle ore 18 nell’adiacente Teatro Comunale a cura  di Francesco Paolo Cortolillo Sindaco del Comune di Sant’Angelo di Brolo e Andrea Passalacqua, Presidente Associazione Culturale A.C.A.I.S dei  Nebrodi. Seguiranno gli interventi di Marinella Speziale curatrice del progetto, catalogo e mostra con “La migrazione dalla realtà alla tela e dalla tela alla realtà” e Simonetta Gagliano artista-pittrice, docente all’Accademia di Belle Arti RUFA di Roma con “Gettare semi senza arrendersi”. Sarà presente l’artista.

Note biografiche dell'autore:

Giuseppe Indaimo è nato a Brolo nel 1957. Ha studiato all’Isef specializzandosi in Fisioterapia. Vive e lavora a Brolo. Ha proposto le sue opere in diversi appuntamenti espositivi, personali e collettivi, in spazi pubblici e privati.

“Percezioni tra nostalgia e intuizione” - Sant’Angelo di Brolo (ME), Palazzo della Cultura (Via Giovanni Paolo II)

Inaugurazione: domenica 21 maggio ore 18.00

Orari: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18. Sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18

Ingresso libero

Informazioni:    Comune di Sant’Angelo di Brolo 0941.533361 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.://www.comune.santangelodibrolo.me.it

Associazione Culturale Acais dei Nebrodi Andrea Passalacqua 3475740717 This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

La Redazione

Dal 23 luglio al 5 novembre 2017

Nuova mostra al Filatoio di Caraglio 

  

Il Filatoio di Caraglio, il più antico setificio in Europa ancora esistente, l’unico ad essere stato recuperato come museo e spazio espositivo, da domenica 23 luglio a domenica 5 novembre 2017 ospiterà una mostra che, attraverso oltre 100 kimono originali, propone un viaggio nel mondo, nella cultura e nell’estetica del Sol Levante, ancora oggi fonte di suggestioni per arte, grafica, design e moda.

La scelta del luogo non è casuale: nel 1868, quando il Giappone si apre al mondo con la restaurazione Meiji, i setaioli italiani sono già nel paese da diversi anni per approvvigionarsi dei bachi giapponesi, gli unici a resistere alla pebrina, malattia che impedisce al baco di produrre il prezioso filo. Furono dunque i semai, i setaioli italiani in Giappone, i primi ad instaurare un importante rapporto di fiducia e conoscenza con il paese del Sol Levante e tra i semai piemontesi, uniti nella “Società Bacologica Torinese”, alcuni erano proprio di Caraglio.

Nel percorso di mostra – progetto di Consolata Pralormo curatela di Nancy Stetson Martin con Fabiola Palmeri – emergono la vita, le tradizioni, le feste e i paesaggi giapponesi grazie ai motivi decorativi, ai colori, alle raffinate rappresentazioni di fiori e foglie, insetti e animali, montagne e onde impetuose. Dal linguaggio del decoro, parte integrante della cultura giapponese, emerge quel vasto impero dei segni che racchiude il pensiero poetico di una cultura visiva di origini antiche e significati profondi. “…In Asia il decoro parla” afferma Nancy Martin Stetson. 

Attraverso 4 sezioni dedicate rispettivamente al succedersi delle stagioni, al paesaggio, all’acqua e all’arte, la mostra mette in luce la bellezza dei kimono e ci parla del Giappone, da sempre luogo di straordinaria potenza evocativa e da oltre un secolo punto di riferimento estetico per l’Occidente. Quella stessa estetica che a fine Ottocento conquistò e sconvolse il mondo artistico europeo, influenzando, tra gli altri, Vincent Van Gogh, Claude Monet e Gustav Klimt, fino a Mondrian e Maria Lai, continua ancora oggi a ispirare artisti, fra i quali Takashi Murakami ed il giovane Yoshiyasu Tamura. Il kimono è anche un archetipo per fashion designer come Issey Miyake e Rei Kawakubo, per il kimono designer Shinobu Baba che li disegna adattandoli al corso del tempo, e contagia positivamente  la produzione di grafica e cinematografica contemporanea.

“Il linguaggio del decoro va studiato – sostiene Nancy Martin Stetson – il suo luogo di esposizione privilegiato è il kimono che ci fa intravedere un mondo ordinato e forse felice, raccontato in segniÈ questo mondo, attraverso i suoi motivi, i suoi pattern e i suoi colori, che vogliamo raccontare” 

I kimono esposti provengono da una preziosa collezione privata, composta da oltre 700 kimono quotidiani e destinati alle cerimonie familiari del periodo Meiji (1868-1912), del breve periodo di pace Taishō (1912/1926) e del primo ventennio del periodo Shōwa (1926/1945).

La prima sala, dedicata alle stagioni, ripercorre il ciclo della natura che nella cultura giapponese è sorgente generosa e misteriosa della vita, nella quale l’uomo deve vivere in armonia essendone parte integrante. Questa visione della natura è stata interiorizzata nel decoro del kimono, nel quale gli elementi naturali sono dunque predominanti e formano un codice simbolico, ma anche una sorta di almanacco spontaneo derivato dalla continua osservazione di segni naturali.  Le fasi lunari, lo sbocciare di una pianta, il risveglio delle formiche, la rugiada notturna, fiori, foglie e animali danno vita ad un vero e proprio racconto in stoffa di quello che il poeta Kenkō nel XIII secolo descrisse come “la struggente bellezza del mondo”, una bellezza del tutto naturale, espressa nella tintura e nella decorazione dei kimono, testimoni tangibili della stessa antichissima tradizione.

Nella seconda sala, dedicata al paesaggio, le fodere interne di alcuni kimono rivelano la meraviglia nascosta di dettagliati dipinti a china, testimonianze rare perché lo stesso inchiostro nel tempo provoca sovente la polverizzazione della seta. Accanto ai significati benaugurali e poetici, la rappresentazione dei paesaggi si rifà a racconti e miti della letteratura classica e, ad introdurre la sala, sarà proprio la letteratura. Nelle vecchie scritture, nelle poesie, nelle canzoni tradizionali si ritrovano infatti tracce di un mondo rurale leggendario, trasformato nel tempo in modello canonico e in segni per l’arte e il decoro.

La terza sala, dominata da fluttuanti sfumature di indaco, è dedicata all’acqua, elemento vitale per il Giappone, arcipelago di quasi 7.000 isole circondate da un mare tranquillo o tempestoso, punteggiate di fiumi, laghi e sorgenti calde, colpite da piogge estive e incredibili nevicate. Gli abitanti di questo paese insulare hanno da sempre coltivato enorme rispetto per questo elemento naturale cui la storia, la religione, la filosofia giapponesi attribuiscono una forte valenza simbolica: l’elemento acqua, da cui si sprigiona una potente forza creatrice, è un culto oggetto di pratiche rituali e, naturalmente, soggetto privilegiato per l’arte e il decoro.

L’ultima sala suggerisce le infinite implicazioni esistenti fra il kimono, l’arte e la moda attraverso dettagli di colore, forme geometriche, grafiche, logo e decori, volumi e spazi del corpo. Il kimono infatti è riuscito a regalare spunti espressivi a moltissimi artisti occidentali dalla fine del 1800 ai giorni nostri e continua ad influenzare i creativi in Giappone e nel mondo. Il confine fra arte e kimono è molto sottile e, per raccontare questi due mondi paralleli, ai kimono saranno accostate immagini, suggestioni, sfilate. Anche la struttura del kimono che non esalta le forme, ma le nasconde con grazia, detta ancora oggi le sue leggi per avvolgere il corpo e viene indagata e attualizzata dai grandi maestri del fashion nipponico come Issey Miyake, Yohji Yamamoto e Rei Kawakubo di Comme des Garçons la cui estetica, in mostra proprio in questi mesi al MET di New York, ha ormai innumerevoli seguaci. Immagini e video di sfilate suggeriranno stimolanti relazioni e reciproche influenze.

 

Accompagna la mostra un catalogo a cura di Paola Gribaudo edizione Gli Ori.

Filatoio di Caraglio – Via Giacomo Matteotti, Caraglio (CN)

Orari: giovedì-sabato 14.30-19.00 / domenica e festivi 10.00-19.00

(foto Gianni Pezzani)

La Redazione

 

 B&B, MASSERIE,ARTE,CANTINE E ALTA SCUOLA DI CUCINA: L'AUTUNNO IN SALENTO

vendemmia

Spenti i riflettori sulle spiagge affollate, Il Salento mostra il suo volto più autentico a settembre, quando si raccolgono le mandorle ormai mature, si fa la vendemmia e ci si prepara per la raccolta delle olive. Siamo nel cuore della Dieta Mediterranea, riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO, tra Ceglie Messapica, un borgo gioiello dai ricami di pietra, Guagnano, nelle Terre del Negroamaro e Marine di Melendugno, dove il mare si confonde con la vasta distesa di uliveti.

Il consiglio è di soggiornare nelle antiche masserie o B&B  all’ombra dei grandi fichi e degli ulivi per un itinerario tra i silenzi della campagna e borghi gioiello.

A 20 km da Otranto e da Lecce e a pochi passi dalla spiaggia di Torre dell’Orso, ecco una piccola lista di strutture dove si può sostare e pernottare in completo relax:

- Limbitello (www.masserialimbitello.com), camere finemente arredate, immerse in una vasta distesa di ulivi e ficheti,

- Masseria Bosco Mazza, (www.masseriaboscomazza.it) ricavata dal un palazzo nobiliare dei primi del ‘900  e lambita dal bosco da cui prende il nome.

- Masseria Borgo Sentinella, (www.borgosentinella.it). Inaugurata di recente, la struttura riproduce un antico villaggio contadino.

- Sosta poi nel B&B Tenuta Calitre, (www.salentobb.com), cinque camere immerse nell’uliveto molto curate, dove si possono acquistare anche prodotti tipici.

- Sulla via per San Foca si incontra l’agriturismo Antares (www.antaresagriturismo.it) immerso nella quiete della campagna. Infine per chi ama scoprire la piccola vita quotidiana del borgo la scelta è nel B&B L’ape Trachi a due passi dal centro storico di Melendugno www.bblapetrachi.it, tre ampie camere che si affacciano su un giardino interno. E per chi preferisce il soggiorno in appartamento il consiglio è di rivolgersi all’Agenzia immobiliare Adriatica 2000 (www.sanfoca.it).

Tappa golosa nella Trattoria Acaya (This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.) dove Oliviero Carlino con la sua famiglia ha recuperato le ricette tradizionali salentine e con queste è stata campione, l’anno scorso e per diverse settimane alla Prova del Cuoco, su Rai 1. Per degustare piatti a base di mare appuntamento nel ristorante dell’hotel Belvedere (www.hotelbelvederesalento.com) dalla vista mozzafiato sulla baia di Torre dell’Orso.

L’itinerario sarà sperimentato da un gruppo di giornalisti nazionali e internazionali che hanno aderito ad un Educational organizzato dalla rivista di turismo e cultura del Mediterraneo, Spiagge in partenariato con i COMUNI di Ceglie Messapica e Guagnano, l’associazione di promozione del territorio Pro Loco di Borgagne e partner privati. Si tratta del 41mo educational organizzato in soli nove anni dalla rivista Spiagge, guidata da Carmen Mancarella (www.mediterraneantourism.it). Vi hanno aderito giornalisti provenienti da tutte le parti d’Italia  e dall’estero in rappresentanza di testate nazionali ed internazionali specializzate in turismo. Confermata la presenza anche di un capo ufficio stampa del Ministero dei Beni culturali, Istituto per la Grafica Roma.

 La prima tappa è a Ceglie Messapica, la capita pugliese dell’enogastronomia con le sue 42 osterie su 20mila abitanti, per imparare a fare le orecchiette nella Med cooking school e curiosare tra i forni di pietra che producono il famoso biscotto di Ceglie, con uova, zucchero e mandorle tritate, divenuto presidio slow food. Ceglie incanta con il suo meraviglioso centro storico tra il castello e i palazzi gentilizi. La luce del sole fa diventare dorata la pietra, mentre il bianco calce delle casette contadine illumina il cielo azzurro. Ceglie nasconde un gioiello: le Grotte di Montevicoli, un percorso tra stalattiti e stalagmiti che la natura ha regalato all’uomo.(www.medcookingschool.it)

Poi si arriva a Guagnano, 6mila abitanti, 7 grandi cantine che esportano vini di Negroamaro in tutto il mondo per lasciarsi affascinare dalle cascate di uva nelle cantine e inebriarsi con i profumi di uva e di mosto.  Infine, si fa tappa nelle Marine di Melendugno per ammirare le morbide e bianche spiagge e i famosi faraglioni di Sant’Andrea e le piscine naturali a Torre Sant’Andrea, Torre dell’Orso, Roca, San Foca e Torre Specchia Ruggeri. Ad  accarezzare un mare trasparente e cristallino sono le chiome degli ulivi secolari, dove si produce l’olio extravergine di oliva dell’antica Terra d’Otranto dop.

 

www.mediterraneantourism.it

 

DOVE MANGIARE:

Hotel Belvedere Salento -Via Alessandro Volta 37 -Torre dell’Orso -Tel. 0832 84 12 44 - www.hotelbelvederesalento.com

Trattoria Acaya -Via Vito Rugge 13 -73 029 Acaya Veronole - tel. 347 408 4175-320 53 43 126 -This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 Dove acquistare i vini:

 Cantina San Donaci -Via Mesagne 62 San Donaci -Tel 0831 68 10 85 -www.cantinasandonaci.eu

 

 

La Redazione 

 

 

 

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