Barletta: una città da scoprire

27 December 2018
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La disfida, DeNittis, il colosso e le cento chiese

 

Barletta, una delle tre citta della sesta provincia pugliese, BAT (Barletta Andria e Trani) ha mille sfaccettature per cui vale la pena un soggiorno, e non breve.

 Non è solo la città della famosa disfida, quella del 1053, ogni anno rievocata con grande sfarzo e manifestazioni, grande richiamo di turisti provenienti da ogni parte: la Cantina è ancora e sempre lì a farsi ammirare.

L’ occasione di un press tour - supportato dal Patto Territoriale Nord Barese Ofantino e promosso dal Comune di Margherita di Savoia - ha permesso ad un gruppo di giornalisti, opinion leader e fotoreporter di scoprire in cinque giorni alcuni luoghi di principale interesse culturale nella provincia Bat, e fra questi non poteva mancare Barletta.

 La città della Disfida ha centinaia di chiese ma è anche testimonianza del potere Svevo: direttamente sul mare si affaccia l’imponente Castello Federiciano, luogo di incoronazioni, di promulgamento di leggi, punto di partenza dei Crociati. Che, armati di tutto punto, si facevano benedire nel Santo Sepolcro e salutavano l'imponente statua bronzea di Eraclio, re gigante divenuto simbolo della città.

 La statua di Eraclio, il celebre Colosso di Barletta, ha 1.600 anni. Lo ha decretato un’analisi di termoluminescenza a cui sono stati sottoposti alcuni campioni di materiale di cui è composta la statua - posta su un piedistallo marmoreo lungo corso Vittorio Emanuele - eseguita dal laboratorio di Archeometria del dipartimento di Scienze dei materiali dell'Università Bicocca di Milano.

Conosciuto dai barlettani come Eraclio (“Arè” nel dialetto locale) è un’imponente statua di bronzo alta 4,50 m, posta davanti al fianco sinistro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta. L’opera, di epoca bizantina, raffigura probabilmente l’imperatore Teodosio II.

 La Basilica del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta e la sua stessa titolazione ricorda il legame con la Terra Santa e il sepolcro di Gesù. Edificata sui resti di una basilica medioevale, fungeva da crocevia strategico di importanti assi di comunicazione viaria: la via Adriatica e la via Traiana, rappresentando di fatto uno snodo di transito per pellegrini diretti in Terra Santa e crociati verso Gerusalemme.

È il luogo di culto cui il Colosso dà le spalle, edificio di origini romaniche in cui si avvertono le vistose influenze francesi (la Francia c’è spesso a Barletta – oltre alla famosa disfida) del gotico (‘300 e '400) e le successive trasformazioni (facciata rinascimentale), in una sovrapposizione di esperienze architettoniche che nell'insieme hanno un notevole fascino. C’è anche un fonte battesimale del '200, mentre una tavola di gusto bizantino raffigurante la Madonna di Costantinopoli è sull'altare dell'abside destra. Nel ricco Tesoro sono racchiuse testimonianze di arte medievale: reliquiari, ostensori e oggetti liturgici di pregevole fattura.

Il tour prosegue per  le vie del centro cittadino per arrivare alla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" che raccoglie le opere del celebre artista donate alla città dalla moglie, amica e modella Léontine Gruvelle (ancora Francia, quindi).

E’ “il” museo di Barletta dedicato al pittore Giuseppe De Nittis, allestito dal 2007 nel Palazzo della Marra. Ebbe diversi sedi: prima nell'ex convento dei Domenicani, in seguito trovò posto nelle sale al primo piano della fortezza Federiciana ma la vicinanza del mare, ritenuta potenzialmente rischiosa, portò il trasferimento presso il Palazzo della Marra, di recente ristrutturazione.

L’allestimento è organizzato per aree tematiche e consente al visitatore di ripercorrere l’evoluzione artistica di uno dei principali protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento. La pinacoteca ospita periodicamente esposizioni temporanee. (Per info: Via Cialdini, 74, 76121 Barletta - tel.0883 538312 - Orario estivo dal 1° mag. al 31 ott.: 10.00-20.00 Orario invernale dal 1° nov. al 30 apr.: 09.00-19.00 )

Il comune di Barletta comprende anche la frazione di Canne, un interessante sito archeologico ricordato per la celeberrima battaglia vinta nel 216 a.C. da Annibale.

Per ogni indicazione per un buon soggiorno e poter assaporare i piatti tradizionali del territorio è consigliabile consultare l’infopoint, l’Ente Turismo, Proloco e sito del Comune.

 

 

Silvia Donnini

 

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