Un viaggio emozionante, alla scoperta del Borneo Malese, terra d’oriente ancora poco conosciuta. Un paradiso tropicale selvaggio e incontaminato, che

In uno dei luoghi più incontaminati del Mediterraneo, a dieci minuti da Saint Tropez, sorge il fiore all’occhiello delle

CARNEVALE VENEZIAQuando si parla di Carnevale non si può che ricordare i piu famosi del mondo:Venezia e Viareggio.Quest'ultimo è un Carnevale fatto di storia e tradizioni ma da sempre,

Dal 23 marzo al 19 maggio 2019, nel territorio della Destinazione Turistica Emilia – tra Parma, Piacenza e Reggio Emilia –emilia nel segno giglioesclusivi eventi dedicati ai fiori,

 


 CLASSICO O CIVILE UFFICIALE, FESTE PRIVATE E GRANDI EVENTI NEL CUORE DEL PARCO DEL TICINO

 

La splendida dimora si trova a Cassinetta di Lugagnano, a 25 km da Milano e fa parte delle famose case da nobili edificate lungo il Naviglio Grande da proprietari terrieri milanesi del '500.

Dal 2007, grazie ad una Convenzione tra Villa Negri e il Comune di Cassinetta di Lugagnano, si può celebrare il matrimonio civile con valore legale e firma dei registri, nei giardini o nelle sale della villa.
La cerimonia civile si può celebrare tutti i giorni dell’anno (tranne nelle festività del 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno e 25 Dicembre) e a qualsiasi ora, persino a mezzanotte.
In Villa Negri gli sposi potranno scegliere se far celebrare il loro matrimonio dal Sindaco, Assessore o Consigliere Comunale o decidere di avere un proprio amico celebrante che per l’occasione indosserà la fascia tricolore.

Il location manager, Antonio Negroni, seguirà gli sposi passo per passo nell’iter amministrativo, dando anche preziosi consigli sull’ angolo di giardino scelto a seconda del giro del sole, della stagione e dell’orario della cerimonia. Le fioriste sceglieranno insieme agli sposi gli allestimenti più suggestivi e personalizzati della cerimonia, seguendo lo stile più vicino ai gusti e preferenze della coppia, e saranno a disposizione per gli ultimi ritocchi e consigli, per esempio aiutare sposo e testimoni con le bottoniere o consegnare alla sposa il bouquet che è stato tenuto al fresco e in acqua fino a poco prima.

 La storia della suggestiva dimora è particolarmente interessante: I primi documenti della proprietà di Villa Negri (attualmente

denominata I Platani) risalgono all’inizio del XVI secolo. Nella prima metà del settecento la casa viene completata, prendendo la definitiva forma a U che ora la contraddistingue

e che ne fa un piccolo gioiello di architettura Milanese.

Nel 1821 la proprietà passa al generale austriaco Giovanni Dembowski che a sua volta la vende, nel 1846 a Gaetano Negri, nonno dell’omonimo Negri,
Senatore del Regno d’ Italia e sindaco di Milano dal 1884 al 1889, a cui è dedicata la piazza di Cassinetta di Lugagnano, dove sorge il Municipio.

Attualmente la casa è abitata dagli eredi Negri, una famiglia che con passione e amore mettono a disposizione questa splendida struttura per eventi aziendali e privati, in particolare per la celebrazione dei matrimoni civili.

Per info: Via Alzaia Naviglio Grande 3 - Cassinetta Di Lugagnano -Milano
Tel.: 338 5824135 - mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

La Redazione

 

La disfida, DeNittis, il colosso e le cento chiese

 

Barletta, una delle tre citta della sesta provincia pugliese, BAT (Barletta Andria e Trani) ha mille sfaccettature per cui vale la pena un soggiorno, e non breve.

 Non è solo la città della famosa disfida, quella del 1053, ogni anno rievocata con grande sfarzo e manifestazioni, grande richiamo di turisti provenienti da ogni parte: la Cantina è ancora e sempre lì a farsi ammirare.

L’ occasione di un press tour - supportato dal Patto Territoriale Nord Barese Ofantino e promosso dal Comune di Margherita di Savoia - ha permesso ad un gruppo di giornalisti, opinion leader e fotoreporter di scoprire in cinque giorni alcuni luoghi di principale interesse culturale nella provincia Bat, e fra questi non poteva mancare Barletta.

 La città della Disfida ha centinaia di chiese ma è anche testimonianza del potere Svevo: direttamente sul mare si affaccia l’imponente Castello Federiciano, luogo di incoronazioni, di promulgamento di leggi, punto di partenza dei Crociati. Che, armati di tutto punto, si facevano benedire nel Santo Sepolcro e salutavano l'imponente statua bronzea di Eraclio, re gigante divenuto simbolo della città.

 La statua di Eraclio, il celebre Colosso di Barletta, ha 1.600 anni. Lo ha decretato un’analisi di termoluminescenza a cui sono stati sottoposti alcuni campioni di materiale di cui è composta la statua - posta su un piedistallo marmoreo lungo corso Vittorio Emanuele - eseguita dal laboratorio di Archeometria del dipartimento di Scienze dei materiali dell'Università Bicocca di Milano.

Conosciuto dai barlettani come Eraclio (“Arè” nel dialetto locale) è un’imponente statua di bronzo alta 4,50 m, posta davanti al fianco sinistro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta. L’opera, di epoca bizantina, raffigura probabilmente l’imperatore Teodosio II.

 La Basilica del Santo Sepolcro è una delle principali chiese di Barletta e la sua stessa titolazione ricorda il legame con la Terra Santa e il sepolcro di Gesù. Edificata sui resti di una basilica medioevale, fungeva da crocevia strategico di importanti assi di comunicazione viaria: la via Adriatica e la via Traiana, rappresentando di fatto uno snodo di transito per pellegrini diretti in Terra Santa e crociati verso Gerusalemme.

È il luogo di culto cui il Colosso dà le spalle, edificio di origini romaniche in cui si avvertono le vistose influenze francesi (la Francia c’è spesso a Barletta – oltre alla famosa disfida) del gotico (‘300 e '400) e le successive trasformazioni (facciata rinascimentale), in una sovrapposizione di esperienze architettoniche che nell'insieme hanno un notevole fascino. C’è anche un fonte battesimale del '200, mentre una tavola di gusto bizantino raffigurante la Madonna di Costantinopoli è sull'altare dell'abside destra. Nel ricco Tesoro sono racchiuse testimonianze di arte medievale: reliquiari, ostensori e oggetti liturgici di pregevole fattura.

Il tour prosegue per  le vie del centro cittadino per arrivare alla Pinacoteca "Giuseppe De Nittis" che raccoglie le opere del celebre artista donate alla città dalla moglie, amica e modella Léontine Gruvelle (ancora Francia, quindi).

E’ “il” museo di Barletta dedicato al pittore Giuseppe De Nittis, allestito dal 2007 nel Palazzo della Marra. Ebbe diversi sedi: prima nell'ex convento dei Domenicani, in seguito trovò posto nelle sale al primo piano della fortezza Federiciana ma la vicinanza del mare, ritenuta potenzialmente rischiosa, portò il trasferimento presso il Palazzo della Marra, di recente ristrutturazione.

L’allestimento è organizzato per aree tematiche e consente al visitatore di ripercorrere l’evoluzione artistica di uno dei principali protagonisti della pittura italiana dell’Ottocento. La pinacoteca ospita periodicamente esposizioni temporanee. (Per info: Via Cialdini, 74, 76121 Barletta - tel.0883 538312 - Orario estivo dal 1° mag. al 31 ott.: 10.00-20.00 Orario invernale dal 1° nov. al 30 apr.: 09.00-19.00 )

Il comune di Barletta comprende anche la frazione di Canne, un interessante sito archeologico ricordato per la celeberrima battaglia vinta nel 216 a.C. da Annibale.

Per ogni indicazione per un buon soggiorno e poter assaporare i piatti tradizionali del territorio è consigliabile consultare l’infopoint, l’Ente Turismo, Proloco e sito del Comune.

 

 

Silvia Donnini

 

wcatamarano relax Si deve a una serpe ghiotta di olio, il salvataggio di Otranto dal secondo attacco dei Turchi. Lo racconta la leggenda della Torre

wmatrimonio sindaco Le onde del mare come colonna sonora, il tramonto come scenografia. L’amore è una cosa semplice come camminare a piedi nudi sulla sabbia.

 


Un importante riconoscimento per la cucina dominicana

 

La vibrante e cosmopolita città di Santo Domingo è stata nominata, per il secondo anno consecutivo, capitale gastronomica dei Caraibi dall’Accademia ispano-americana della Gastronomia riunita nell’Assemblea Generale a Madrid, della quale fanno parte 14 paesi dell’America latina.

Tale riconoscimento ha l’obiettivo di inserire la capitale della Repubblica Dominicana tra le destinazioni gastronomiche di punta, far conoscere la deliziosa cucina creola e l’ampia offerta gourmet, oltre a contribuire allo sviluppo del turismo dominicano e alla crescita economica nell’isola.

La cucina dominicana è unica perché affonda le radici nel patrimonio di differenti culture, quella dei primi abitanti, gli indiani Tainos, della tradizione spagnola e africana. Da questo melting pot discende la gastronomia dell’isola che acquisisce sempre più un carattere proprio e giorno dopo giorno si arricchisce di nuove influenze, inclusa la cucina asiatica, con alcuni tocchi di cucina sperimentale e fusion.

Santo Domingo, in particolare, è già ricca di indirizzi gourmet di alto profilo. Tra gli indirizzi da non perdere, in un tour in città, c’è il ristorante Jalao, locale in area coloniale, che prende il nome da un dolce tradizionale, guidato da Noemi Diaz che offre una cucina autentica cento per cento dominicana. Noemi è l’unica chef donna alla guida di un ristorante che accoglie oltre 450 coperti ed è ambasciatrice della cucina dominicana nel mondo. Degno di nota il Buche Perico, primo ristorante serra dei Caraibi, che presenta una cucina contemporanea dominicana con ingredienti del territorio e utilizzando tecniche sofisticate e creative. Ottimo il ristorante Travesías a cura della Chef Tita, un viaggio tra i sapori, aromi ispirati ad antiche ricette che utilizzano solo prodotti locali sapientemente elaborati. Per una cucina più leggera da non perdere c’è il Time dello chef Saverio Stassi che propone una cucina vegetariana invitante basata sui prodotti biologici del territorio.

E tra gli chef più interessanti c’è Paulette Tejada, con esperienza nelle cucine del ristorante AKELARE a Madrid (2 stelle Michelin) e al Public di New York (1 stella Michelin) che oggi lavora nell’isola per eventi privati portando in tavola un concept di alta cucina legato alle antiche ricette della tradizione locale. E ancora tra gli chef di punta noti a livello internazionale c’è Martín Omar, ambasciatore della Repubblica Dominicana nelle diverse manifestazioni gastronomiche nel mondo.
Per finire in dolcezza, merita una tappa Xocolat a Santo Domingo, laboratorio della chef Diana Munné, prima produttrice di cioccolato dominicano con un proprio marchio di cioccolatini. Terza generazione di una famiglia legata al cacao e all'industria del cioccolato, ha continuato la tradizione aprendo la prima raffinata cioccolateria nel 1993 con un negozio di cioccolatini fatti a mano che combinano il puro cacao dominicano con i migliori ingredienti.

Anche in altre zone del paese, per esempio a Santiago de los Caballeros nel cuore dell’isola, di grande interesse è il ristorante Barttola Brasserie guidato da uno chef stellato di origine spagnola Javier Cabrera, 1 stella Michelin e 1 Sol Repsol. Questo ristorante ha sviluppato un nuovo concetto gastronomico di alta cucina con un’attenzione alla mise en place in un contesto architettonico di livello e dall’atmosfera piacevole. Con il suo arrivo nel paese, Cabrera è il primo chef stellato ad essersi trasferito in modo permanente nell’isola e a prendere la guida di un ristorante.

 Un giro turistico:

Oltre a essere la capitale della Repubblica Dominicana, Santo Domingo è anche una delle città più antiche dei Caraibi. Il centro storico fortificato, la Zona Colonial, è caratterizzato da strade acciottolate e edifici che risalgono al ‘500, tra cui la cattedrale, la prima a essere costruita nel Nuovo Mondo. In Plaza de España, circondata da caffè, si trova il palazzo Alcázar de Colón, oggi uno dei più numerosi musei della città. Qui sono esposte notevoli opere medievali e rinascimentali.

 

La Redazione

laguna glaciale jokursarlon 21 olll r50 Successo per il fam trip di Giver Viaggi e Crociere tenutosi in Islanda, a cui hanno partecipato rappresentanti di

Template Settings

Theme Colors

Blue Red Green Oranges Pink

Layout

Wide Boxed Framed Rounded
Patterns for Layour: Boxed, Framed, Rounded
Top
We use cookies to improve our website. By continuing to use this website, you are giving consent to cookies being used. More details…