VERONA FINO AL 28/02: C-ART-OFF-LINE@VETRINA MUSEO MAFFEI/ RIFLESSIONI SULL’ARTE CONTEMPORANEA DALLA VETRINA DI PALAZZO MAFFEI-CASA MUSEO

02 January 2021
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Fondazione Cariverona e Palazzo Maffei s'interrogano sull'iperesposizione dell'immagine delle opere e il necessario ritorno all'esperienza reale

Riflessioni sull’arte arte contemporaneadalla vetrina del Museo

Dal 23 dicembre il progetto d’arte contemporaneadella

Fondazione Cariverona C-ART-Off-LINE, a cura di Mirko Rizzi, si trasforma in esposizione, indagando nuove modalità dinamiche e interattive come la grande vetrina al piano terra di Palazzo Maffei-Casa Museo, a Verona.
Fino a fine febbraio, esposte in successione le immagini fotografiche delle opere contestualizzate di:Tiziano Martini, Elia Cantori, Luca Francesconi, Arcangelo Sassolino, Luca Trevisani
/Verona, 23 dicembre 2020 - 28 febbraio 2021/
La gigantografia dell’opera contestualizzata del giovane artista Tiziano Martini classe 1983, "Pasta fatta in casa 2020", un'immagine in cui si vedono riflessi sull’opera stessa - un grande pannellosottoposto a cicli di verniciatura a spruzzo Rosso Coca Cola e lucidato a specchio - sia l’interno dello studio dell’artista che il forno utilizzato per le sue sperimentazioni, s’impone dallo scorso 23 dicembre alla vista del pubblico da una delle vetrine al piano terra di Palazzo Maffei- Casa Museo,affacciata anch’essa su Piazza delle Erbe a Verona.
Il progetto della Fondazione Cariverona C-ART-Off-LINE, a cura di Mirko Rizzi - che dallo scorso luglio riflette sull’evoluzione o involuzione dell’uso delle immagini sempre più ingerenti nella società attuale e sulle modalità e i processi espositivi dell’arte contemporanea - si arricchisce infatti grazie alla collaborazione con Palazzo Maffei - Casa Museo
di un nuovo percorso interpretativo e di un nuovo step collegato alla sede museale inaugurata lo scorso febbraio a Verona.
Dopo l’invio di cartoline riproducenti le opere realizzate appositamente per il progetto di Fondazione Cariverona dai 5 artisti selezionati, quale sintesi espressiva del proprio percorso creativo - Elia Cantori, Luca Francesconi, Tiziano Martini, Arcangelo Sassolino e Luca Trevisani - l’esibizione di quelle stesse immagini in un diverso formato e in un luogo “aperto" e dialogante con la città costituisce un modo per sperimentare nuove forme espositive dinamiche e interattive.

Tiziano Martini, Pasta fatta in casa, 2020
“Guarda e vivi l’arte dal vero” è il pay off infatti di questoprogetto espositivo inteso come naturale prosecuzione di C-ART-Off-LINE,che nel titolo ricorda sia le cartoline scelte dal curatore come primo luogo rappresentativo, sia l’inglese “see art off line”.
"Un progetto espositivo che si basa su contenuti fisici e materici come la stampa, la fotografia, la tipografia - spiega Mirko Rizzi - e riflette sul significato della riproduzione delle immagini delle opere e dell’iper-esposizione attuale.
Una mostra di immagini, di opere fisiche contestualizzate e forse reali, provocazione, cortocircuito e confronto con il paradosso del presente, sulla memoria storica e sulle possibilità del futuro. Un futuro, si spera, in cui le "immagini” avranno ri-definito il loro ruolo e le “opere” fisiche, materiali e presenti, saranno “ricollocate” centralmente nell’ambito delle attività culturali, con una riduzione della produzione artistica massificata a favore della qualità e dei criteri di valorizzazione del sistema dell’arte".
C-ART-Off-LINE@Vetrina Museo Maffei è il primo momento di questo percorso espositivo sperimentale e in divenire: nella vetrina del Museo di Palazzo Maffei, destinata in futuro a biglietteria e bookshop della Casa Museo, si alterneranno fino a fine febbraio le immagini delle opere di tutti i 5 artisti, riprodotte e colte ciascuna in un particolare contesto e situazione.
“L’indagine sulla contemporaneità e sui nuovi linguaggi della cultura, il dibattito sul valore dell’opera d’arte nella società,il sostegno agli artisti, le connessioni tra visioni e creatività fanno parte della missione che ci siamo dati con l’apertura della Casa Museo a Palazzo Maffei”commenta Vanessa Carlon direttrice della neonata Istituzione.
“Siamo felici di partecipare al progetto della Fondazione Cariverona:costretti come tutti i Musei, a causa della pandemia, a tenere chiuse le sale da poco inaugurate, ora più che mai sentiamo la necessità e condividiamo l’obiettivo di incentivare una rivalutazione del processo espositivo vissuto dal vero, collocando l’esperienza al centro delle dinamiche di crescita ed evoluzione dell’individuo. In questo senso la nostra vetrina vuole essere una provocazione positiva e uno stimolo alla riflessione” .
Vetrina Museo Maffei - riflette il curatore del progetto - è un luogo fisico e metafisico, reale e fragile, introduttivo e progettuale, privilegiato e precario…in equilibrio tra passato, presente e futuro.
Grazie alla collaborazione con questo nuovo importante Museo, abbiamo l’occasione, nonostante le difficoltà e le limitazioni del presente, di “esporre”, “mostrare”, comunicare frontalmente e dal “vero”, continuando un percorso di formazione e sostegno culturale alle contemporaneità, pratica ormai quasi completamente annullata a favore di contesti digitali e fruizioni da remoto".
"Un gesto e segnale simbolico, forte ma elegante, diretto ma discreto, privo di pretese ma estremamente centrale, come la cultura".www.palazzomaffeiverona.com
Per vedere e scaricare le cartoline del progetto: www.fondazionecariverona.org/Nostri-progetti/arte-porta-a-porta/

Tiziano Martini “pasta fatta in casa 2020”
La prima immagine esposta in Vetrina Maffei, è la rappresentazione dell’opera del 2020 “Pasta fatta in casa” di Tiziano Martini. Opera del nuovo ciclo pittorico “pannelli altamente performanti”
Tiziano Martini è un artista decisamente giovane. Nonostante ciò, da dieci anni, espone in mostre collettive, partecipa a progetti e residenze di primissimo livello, collaborando con curatori e galleristi attenti, ricercati e riconosciuti. La sua pratica artistica /pittorica è lineare ma in continua evoluzione. Come sottolinea Mirko Rizzi "Martini ricerca, sperimenta modalità espressive e linguaggi con risultati di rilievo. La sua formalità e data da un base teorica importante e strutturata. I risultati visivi non esprimono in modo didascalico il processo e il percorso compositivo. Un percorso delineato e tracciato, fatto di tantissimo lavoro, riflessioni, concentrazione, dedizione e pochi orpelli, assolutamente brillante e mai noioso".
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“Pasta fatta in casa” - scrive l’artista - tratta di un lavoro molto singolare e atipico di questa produzione, visivamente vicino al monocromo. Questa manifestazione isolata viene poi enfatizzata dal titolo stesso (che richiama la ricorrenza dell'azione), elemento che appare altresì raramente nel portfolio dei miei lavori, preferendo la numerazione, piuttosto che la completa negazione del titolo. Visivamente si tratta di un pannello nobilitato preparato, sottoposto a cicli di verniciatura a spruzzo della tinta Rosso Coca Cola (codice Hex #fe001), successivamente protetto con un finale brillante, e lucidato a specchio.
Ad uno sguardo attento si notano piccole imperfezioni all'interno della materia, intrusioni di vernici di altre tinte, sporcizia, piccole contaminazioni derivanti
da errori di esecuzione, o disattenzioni: esse portano alla luce i limiti stessi di questa pratica pittorica, aiutandone al contempo la lettura; errori di verniciatura che manifestano una presa di distanza dal mero esercizio esecutivo.Per la duttilità delle vernici a più componenti, essi permettono una lavorazione continua, volendo ad infinite riprese, e non raggiungono paradossalmente mai dei momenti di saturazione materica.Fisicamente sono realizzati su lastre a media densità o pannelli nobilitati, o carte applicate, sottoposti a ripetuti cicli di rivestimenti poliuretanici bicomponenti. Successivamente levigate, riprese e ripulite, in virtù dei tempi e delle regole dettate dai materiali stessi, vengono poi rifinite e lucidate a specchio. Richiedono fasi di lavoro metodiche, esecuzione precisa, tempistiche perfette e cicli di lavoro molto lunghi. Il risultato sono immagini informali a prima vista, che strizzano l'occhio all'automotive per affinità di lavorazioni, con una finitura ultra-lucida che invece richiama l’estetica del “laccato anni ’70”.
Se le precedenti opere su tela erano dei ritratti di processi “Macchiaioli”, questi lavori sono per me dei ritratti “fiamminghi”, molto pittorici, ma generati da un'attitudine scultorea: sono registrazioni di processi di lavoro che esistono parzialmente nella realtà produttiva, in cui si scontrano volontà esecutive, fallimenti, tecnica esecutiva, limiti imposti dall'environment stesso ed eventi casuali.

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