Alto Adige, tra Carnevale e San Valentino

31 January 2015
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Quando si è innamorati ogni luogo è bello. In Alto Adige però la festa degli innamorati è ancora più romantica. Le montagne innevate, i tramonti

mozzafiato, le stube accoglienti, i camini accesi, le attenzioni amorevoli negli hotel, i menu speciali… tanti piccoli pezzi di un puzzle, che fanno innamorare.
Sono tante le località, i piccoli paesi o le frazioni che portano il nome di San Valentino, anche se non tutti si rifanno proprio al patrono degli innamorati.
San Valentino alla Muta vicino al famoso lago di Resia in cima alla Val Venosta, al confine con l’Austria, è forse la località più conosciuta. Il paese deve il suo nome alla fondazione nel 1140 da parte di un ricco e devoto signore di Burgusio, Ulrich Primele, di uno dei primi ospizi per viandanti e pellegrini delle Alpi dedicato a San Valentino. Tuttavia il San Valentino altoatesino era di origini olandesi e come “apostolo dei Reti” agiva come missionario in Val Venosta attorno al 435 per morire nel 470 a Merano, dove è anche sepolto. Allo stesso San Valentino è dedicata la chiesetta di San Valentino a Merano, ai piedi di Castel Trauttmansdorff, location ideale e molto romantica per matrimoni. La piccola chiesetta è circondata da meleti. La chiesa di San Valentino più famosa si trova invece ai piedi dell’Alpe di Siusi, nell’omonima frazione di Siusi, in una posizione panoramica unica. Al suo interno un ricco ciclo di affreschi risalenti al XIV e XV secolo.
Tante le proposte per fare i romantici a San Valentino... una gita in slitta tirata dai cavalli sull’Alpe di Siusi, una serata in baita, una notte di trattamenti in spa.
Nella Serra III della floricoltura Schullian, alle porte di Bolzano si scopre come San Valentino veniva festeggiato dai fiorai di Bolzano. Risale al 1974 una prima manifestazione con “coppiette di San Valentino”, che giravano per le strade regalando fiori. Nel 1975 mimose vennero sparse sopra la città lanciate da due aeroplani.
Nello stesso periodo non si può dimenticare il Carnevale.
Giovedì Grasso, il 12 febbraio, a Prato allo Stelvio è il momento dello “Zusslrennen”, la corsa di figure (solo uomini) tutte vestite di bianco e ricoperte da colorati nastri e fiori. Ai loro fianchi sono fissati campanacci, che secondo gli antichi riti servono per scacciare l’inverno e il buio e per richiamare la primavera e il sole. L’origine di questa manifestazione tradizionale si perde nella notte dei tempi.
Gli anni dispari sono gli anni dell’”Egetmann” , a Termeno, la manifestazione carnevalesca più antica dell’arco alpino. Le origini sono addirittura nel medioevo con ovvi richiami anche a riti precristiani. I vari personaggi assai inquietanti del corteo dell’Egetmann simboleggiano la lotta tra il bene e il male, tra l’estate e l’inverno, tra il chiaro e il buio. Martedì Grasso, 17 febbraio 2015, il curioso corteo si muove tra le viuzze di Termeno.

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