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MONACO DI BAVIERA: SCHWABING E GLOCKENBACH, I QUARTIERI CHE RACCONTANO L'ANIMA DELLA CITTÀ

Quando arrivi a Monaco per la prima volta, ti colpisce subito questa sensazione: è una città che non ha bisogno di ostentare. L'eleganza qui è naturale, quasi discreta. Cammini tra palazzi maestosi e giardini curati, e poi improvvisamente ti ritrovi in un biergarten rumoroso, con la musica che esce dai locali e una folla variopinta che brinda alla vita. È proprio questo contrasto a renderla speciale: da un lato il rigore bavarese, dall'altro un'anima vivace e sorprendentemente libera.

Ho passato giorni a esplorare Monaco, perdendomi tra vie del centro e quartieri meno battuti, e ogni volta scoprivo qualcosa di nuovo. Non è solo la città dell'Oktoberfest – anche se la birra qui è praticamente una religione – ma un luogo dove convivono storia imperiale e creatività contemporanea, musei d'arte e street food internazionale, eleganza e inclusione.

Marienplatz: Dove Batte il Cuore di Monaco

Non puoi evitare Marienplatz. È il centro gravitazionale della città, il punto da cui partono tutti i percorsi turistici e dove inevitabilmente finisci per tornare. La prima volta che ci sono arrivata ero già in ritardo per lo spettacolo del carillon: quel Glockenspiel sulla facciata del Neues Rathaus che tutti aspettano con il naso all'insù. Quarantatré campane, trentadue statue meccaniche che si animano tre volte al giorno – alle 11, alle 12 e alle 17 nei mesi caldi – per raccontare episodi della storia bavarese. C'è qualcosa di ipnotico in quel momento: la piazza si ferma, i turisti alzano gli smartphone, e per qualche minuto tutti guardano nella stessa direzione.

Il Neues Rathaus, con le sue guglie neogotiche e le decorazioni elaborate, sembra uscito da una fiaba dei fratelli Grimm. Accanto, più sobrio ma non meno affascinante, si erge l'Altes Rathaus, che oggi ospita il Museo del Giocattolo – un posto perfetto se viaggi con bambini o semplicemente se ti piace perderti nella nostalgia.

E poi c'è lei: la Frauenkirche, la Cattedrale di Nostra Signora. Le sue due torri gemelle con le cupole a cipolla in ottone sono il simbolo indiscusso di Monaco. Sono salita sulla torre sud una mattina limpida di novembre: 300 gradini più tardi, la vista si apre su tutta la città e, se sei fortunato, fino alle Alpi. Dentro la cattedrale trovi la cripta dei Wittelsbach e la famosa "Devil's Footstep", un'impronta sul pavimento che secondo la leggenda sarebbe stata lasciata dal diavolo in persona. Vero o falso, fa sempre un certo effetto.

Lo Shopping dei Re

Dopo tanta storia, mi sono concessa una passeggiata tra le boutique storiche intorno a Marienplatz. Qui non si tratta solo di fare acquisti: è un viaggio nel tempo. Da Ed Meier trovi scarpe artigianali prodotte con le stesse tecniche del XVI secolo; da Roeckl puoi comprare guanti di pelle tagliati a mano in 24 pezzi, gli stessi che indossavano l'imperatrice Sissi e il re Ludwig. Alla Profumeria Brückner, fondata nel 1893, i profumi vengono ancora riempiti ed etichettati a mano – un lusso d'altri tempi che qui è semplicemente normalità.

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Oltre il Centro: L'Anima Autentica di Monaco

Ma Monaco non è solo Marienplatz. Anzi, la città vera inizia quando ti allontani dalle cartoline e ti addentri nei quartieri dove la gente vive davvero. È lì che ho trovato la parte di Monaco che mi è rimasta nel cuore: vivace, creativa, sorprendentemente anticonformista.

Schwabing: Dove l'Arte Respira

Schwabing è uno di quei posti dove cammini con gli occhi all'insù, cercando di decifrare gli stili architettonici che si mescolano su ogni facciata: Jugendstil, tardo gotico, eclettismo di fine Ottocento. È un quartiere che ha fatto la storia culturale europea, e ancora oggi lo senti nell'aria.

Mi sono fermata in Ainmillerstrasse, dove Kandinsky visse con Gabriele Münter. Provate a immaginare: a inizio Novecento, qui si ritrovavano artisti come Paul Klee, De Chirico, Rilke. Era "un'isola spirituale nel grande mondo", come scrisse Kandinsky stesso. In quegli anni, tra le caffetterie e gli atelier, si parlava di arte astratta, di rivoluzione estetica, di un nuovo modo di vedere il mondo. Poi arrivò la guerra, il nazismo, la distruzione. Ma Schwabing è sempre rinato.

Oggi è un quartiere ancora abitato da artisti, scrittori e registi – vive qui anche Doris Dörrie, la celebre cineasta tedesca. Le strade sono piene di caffè letterari, librerie indipendenti, gallerie che espongono giovani talenti. Sulla Leopoldstraße, l'arteria principale, trovi negozi di design e ristoranti che mescolano tradizione bavarese e cucina internazionale.

Dettagli che Sorprendono

Ho scoperto lo showroom di Ingo Maurer, designer visionaria specializzata in illuminazione – sua è la lampada "Lucellino", con le ali d'oca vere. E poi c'è Noh Nee, la boutique dove due sorelle camerunensi hanno inventato il "Dirndl africano": il costume tradizionale bavarese realizzato con stoffe wax africane. Un bellissimo esempio di come Schwabing sappia ancora essere innovativo e inclusivo.

Non puoi saltare la chiesa di St. Ludwig, con il suo affresco che omaggia il Giudizio Universale della Cappella Sistina. E mentre cammini lungo Ludwigstrasse, pensa che quelle strade furono le prime in Europa a essere illuminate dalla luce elettrica, nel 1885, grazie a Hermann Einstein – sì, il padre di Albert.

Il Parco e il Surf Urbano

Il confine naturale di Schwabing è l'Englischer Garten, uno dei parchi urbani più grandi del mondo. Seicento quaranta campi da calcio di verde puro: prati dove fare picnic, sentieri per correre, il tempietto greco del Monopteros, la Torre Cinese circondata da uno dei biergarten più grandi della città. E poi c'è l'Eisbachwelle: un'onda artificiale sul fiume Eisbach dove, incredibilmente, la gente fa surf. In pieno centro città, con qualsiasi tempo. È uno spettacolo surreale: vedi i surfisti in muta aspettare il loro turno, provare trick, cadere e riprovarci. Da quarant'anni.

Dove Mangiare e Bere

Se hai fame, vai da Julius Brantner: giovane panettiere della Foresta Nera che ha aperto un laboratorio a vista dove produce pane biologico seguendo metodi tradizionali. Il bancone in marmo, le grandi lettere dorate sulle pareti, la passione che traspare da ogni gesto: qui comprare il pane diventa un rito.

La sera, Schwabing si anima. Ci sono bar storici come l'Alter Simpl, dove i pittori della rivista satirica Simplicissimus lasciavano disegni e poesie sulle pareti in legno come pagamento – e sono ancora lì, dopo cent'anni. Oppure passa da Call Soul per un cocktail d'autore, o dal Milchhäusl, un chiosco biologico nel cuore del parco.

Come arrivare: Metro fermata Münchner Freiheit, Giselastraße o Universität.

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Glockenbach: Il Quartiere Arcobaleno

E poi c'è Glockenbach, che è un'altra Monaco ancora. Questo è il quartiere LGBTQ+ per eccellenza, nato dal dolore e dalla lotta e trasformato in celebrazione della diversità. Camminando per Müllerstraße, con i suoi bar colorati e le insegne al neon, respiri un'energia diversa: più libera, più aperta, più giovane.

Una Storia di Rinascita

Il nome viene da un ruscello dove, nel 1575, si producevano le campane della città. Per secoli fu periferia popolare, poi zona malfamata. Durante il nazismo, qui sorgeva una delle sedi del partito di Hitler, e l'omosessualità era punita duramente. Fino al 1994 era illegale in Germania.

Ma dagli anni Sessanta qualcosa cambiò. Aprirono le prime birrerie gay, nacquero movimenti per i diritti. Negli anni Ottanta, durante l'epidemia di AIDS, Glockenbach divenne il cuore della resistenza e della solidarietà. Nel 1980 Monaco ospitò il suo primo Christopher Street Day, che oggi è una settimana intera di festa, incontri, dibattiti e parate che colorano il quartiere di arcobaleni.

Cosa Vedere e Sentire

Cammina lungo Hans-Sachs-Straße: palazzi neobarocchi e neorinascimentali che ospitano l'elegante Hotel Olympic, frequentato da artisti e attori. Qui trovi ristoranti di ogni angolo del mondo: indiano, internazionale, creativo, raffinato.

Fermati al ponte Reichenbachbrücke per la vista sulle ciminiere della vecchia centrale termica – oggi trasformata in "The Seven", uno dei complessi residenziali più costosi di Monaco. Entra nei negozietti artigianali: gioielli fatti a mano, abiti unici, oggetti di design eccentrico.

Se ami il cinema d'essai, all'Arena vedrai proiezioni in lingua originale in una sala che è comparsa in diversi film. E da Mucki & Floyd, lungo Ickstattstraße, troverai registi, artisti e creativi che sorseggiano cocktail e discutono di nuovi progetti.

La Notte è Giovane

Glockenbach è leggendario per la nightlife. Negli anni Ottanta, Freddie Mercury festeggiò qui il suo 39° compleanno all'"Old Mrs. Henderson" (oggi Paradiso): alcune scene del videoclip di "Living On My Own" furono girate quella notte indimenticabile.

Oggi i locali storici sono ancora lì: il Pimpernel, dove si balla dal 1970; il Prosecco, con il suo famoso drag bingo; il Trisoux, per drink sofisticati in un ambiente di design. E la Loretta Bar, dove puoi fare aperitivo sulla terrazza mentre il sole tramonta sulla città.

Pink Christmas

Se visiti Monaco a dicembre, non perderti il Pink Christmas a Stephansplatz. Dal 24 novembre al 22 dicembre, il mercatino di Natale della comunità LGBTQ+ trasforma la piazza in un tripudio di luci, musica, vin brulé e show drag. Ogni domenica c'è uno spettacolo, il primo dicembre si celebra la Giornata contro l'AIDS. Parte dei proventi va a organizzazioni di aiuto sociale.

È un mercatino per tutti, famiglie incluse. Qui la diversità non è uno slogan, è vita quotidiana.

Come arrivare: Metro fermata Sendlinger Tor.

Informazioni Pratiche

Dove Dormire
Hotel Cocoon Sendlinger Tor
Lindwurmstraße 35

Dove Mangiare
Ristorante Pizzeria Mixto
Thalkirchener Straße 11
(Cucina italiana autentica, perfetto per chi cerca un assaggio di casa)

Info Turistiche
Ente Turistico di Monaco: www.munich.travel/it
Ente Nazionale Germanico: www.germany.travel

Monaco è questa: una città che non smette mai di sorprenderti. Elegante ma senza fronzoli, tradizionale ma aperta al nuovo, ordinata ma capace di esplodere in festa quando serve. La amerai per Marienplatz e per la Frauenkirche, certo. Ma te ne innamorerai davvero quando scoprirai Schwabing con i suoi artisti e Glockenbach con i suoi colori. Quando ti siederai su un prato dell'Englischer Garten con una birra in mano, guardando i surfisti sull'Eisbach, e penserai: sì, questa città è speciale.