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MANDELIEU-LA-NAPOULE, DOVE LA MIMOSA NON È UN FIORE: È UN'IDENTITÀ

C'è un posto sulla Costa Azzurra che gli italiani quasi non conoscono, eppure che vale più di molte mete celebrate. Si trova a pochi chilometri da Cannes, stretta tra il rosso antico dell'Esterel e il blu del Mediterraneo, affacciata su una baia luminosa e silenziosa. Si chiama Mandelieu-la-Napoule, conta poco più di ventimila abitanti, e in inverno si trasforma in qualcosa di difficile da descrivere: una città che profuma.

La mimosa qui non è un simbolo stagionale né un omaggio floreale. È un paesaggio, un'economia, una festa collettiva, un'identità. Da gennaio a marzo le colline di Tanneron, che incorniciano la città a nord, si coprono di una nuvola dorata e profumata che non assomiglia a niente altro: il più vasto bosco di mimose d'Europa, delimitato a sud dal torrente Riou, a ovest dal lago di Saint-Cassien, a nord dalla Siagne. Passeggiare tra quegli alberi in piena fioritura è un'esperienza sensoriale totale — il profumo, la luce filtrata tra i rami, il silenzio punteggiato dal vento — che rimane.

La Fête du Mimosa: un rito collettivo

Dal 1931, ogni anno tra gennaio e febbraio, Mandelieu celebra la sua pianta con una festa diventata uno degli appuntamenti invernali più vivaci della Riviera francese. Non si tratta di un semplice evento floreale: la Fête du Mimosa è un rito collettivo, un momento in cui l'intera città smette di essere uno sfondo e diventa protagonista.

Il cuore della manifestazione sono le sfilate dei carri allegorici, interamente ricoperti di mimose, fiori e piante tipiche della regione. Si tengono il sabato sera in notturna, con effetti di luce che trasformano le infiorescenze gialle in qualcosa di quasi magico, e la domenica pomeriggio in versione diurna, percorrendo le vie del centro tra musiche, danze e costumi tradizionali. I carri sono opere effimere di rara bellezza scenografica — strutture narrative che raccontano storie di natura e fantasia, dove ogni centimetro di superficie è coperto da quei piccoli pompon dorati.

Attorno alle sfilate si dipana un calendario popolare e gioioso: battaglie dei fiori, carnevale per bambini, mercatini dove si trovano biscotti, sciroppi, birre, gelati e profumi a base di mimosa. È anche possibile visitare le piantagioni circostanti, guidati dai mimosisti — i coltivatori locali, oggi ridotti a una ventina, che si prendono cura di quattro o cinque ettari a testa e raccolgono ogni anno quarantasei tonnellate di fiori.

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Una pianta con una storia

La mimosa è arrivata in Europa dall'Australia grazie alle spedizioni di James Cook. Ma è sulla Costa Azzurra, per ragioni di clima e di suolo, che ha trovato la sua casa d'elezione. La prima fioritura documentata nei dintorni di Cannes risale al 1880, in modo quasi accidentale: un giardiniere offrì un rametto di fiori giallo pallido a un orticoltore locale, che lo gettò distrattamente su delle ceneri calde scoprendo con sorpresa che il calore accelerava e intensificava la fioritura, rendendola di un giallo saturo e inebriante. Da quella casualità nacque l'idea della forcerie — locali caldi e umidi dove forzare i rami non ancora sbocciati per anticipare e prolungare la commercializzazione.

La coltivazione si diffuse rapidamente a Mandelieu, Pégomas, Tanneron e La Roquette. Negli anni Venti del Novecento i mimosisti locali erano ottanta; interi vagoni di mimose partivano ogni giorno dalla stazione di La Napoule verso il nord della Francia e l'estero. Nel 1931 nacque la sfilata carnevalesca che oggi la rende famosa in tutta Europa.

La Route des Mimosas

Per chi vuole immergersi ancora più a fondo in questo paesaggio odoroso, esiste la Route des Mimosas: un percorso turistico di 130 chilometri che attraversa la Riviera francese da Bormes-les-Mimosas, nel Var, fino a Grasse nelle Alpes-Maritimes, toccando Sainte-Maxime, Saint-Raphaël, Mandelieu-la-Napoule, Tanneron e Pégomas. Un viaggio lento tra costa ed entroterra, tra rocce rosse e boschi dorati, che invita a fermarsi, respirare e guardare.

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Il Castello di La Napoule: storia e sogno

Costruito nel 1387 dai conti di Villeneuve direttamente sul mare, di fronte alla baia di Cannes, lo Château de la Napoule ha attraversato secoli di invasioni, saccheggi e rivoluzioni prima di diventare quello che è oggi: un luogo d'arte e di meraviglia. Fu acquistato nel 1917 dall'artista americano Henry Clews, miliardario, pittore e scultore, che insieme alla moglie Marie lo trasformò in un mondo parallelo e fantastico. La massima incisa sul portale — "C'era una volta" — annuncia già l'ingresso in un'atmosfera fuori dal tempo.

Henry si dedicò all'architettura e alle sculture, oggi conservate nel museo interno; Marie progettò i giardini, classificati come "notevoli" e ancora oggi tra i più belli della regione. Da un lato il giardino all'italiana, con fontane, fiori e pergolati; dall'altro quello all'inglese, con alberi imponenti, ponti di pietra e ornamenti gotici. I coniugi Clews fondarono anche la Napoule Art Foundation, ancora attiva, che accoglie artisti internazionali in residenza e organizza mostre temporanee.

Le Berges de la Siagne: la città e il fiume

Mandelieu sorge alla foce di due fiumi navigabili — la Siagne e il Riou de l'Argentière — e lungo la Siagne si snodano sei chilometri di argini completamente riqualificati: una vera oasi urbana percorsa da jogger, famiglie e ciclisti, punteggiata di spazi per picnic, pontili e terrazze di locali dove fermarsi a guardare l'acqua scorrere.

Un modo originale per scoprire questo territorio è navigarlo a bordo di una piccola barca elettrica con Electric Boat Mandelieu: imbarcazioni silenziose, ecologiche, senza bisogno di patente nautica, che scivolano lente a 5 km/h lungo il canale rivelando ville storiche, giardini segreti e uccelli acquatici. La velocità è quella giusta per lasciare che il paesaggio arrivi da solo.

Il golf più antico e altri piaceri sportivi

Fondato nel 1891 dal Granduca Michel di Russia, il Royal Golf Club di Mandelieu è uno dei più antichi e leggendari della Costa Azzurra, frequentato storicamente da teste coronate di mezza Europa. Il suo Old Course di 18 buche, ridisegnato da Harry S. Colt, si snoda tra lungomare e campagna, attraversato da un canale che i giocatori percorrono su un piccolo traghetto. Un campo sobriamente elegante, immerso tra pini marittimi centenari, che porta ancora addosso tutta l'atmosfera dei luoghi che la storia ha saputo preservare.

Dove dormire e dove mangiare

A due passi dal porto di La Napoule, di fronte alla baia di Cannes e alle isole Lérins, l'Hermitage de l'Oasis è un hotel di charme con un'anima provenzale autentica: toni ocra, materiali nobili, 36 camere e suite, piscina riscaldata e una spa con trattamenti firmati Sothys e LPG Endermologie. L'hotel ospita anche il Logis d'Azur, nuovo indirizzo culturale che propone collezioni d'arte durante tutta la stagione.

A tavola, ci si orienta tra il Comptoir Gourmand de L'Oasis — cucina francese in atmosfera informale — e il ristorante Blue Lemon, aperto tutto l'anno, con terrazze sul mare e le isole Lérins, dove una cucina mediterranea semplice e raffinata si mescola a influenze da altri orizzonti. Ogni piatto racconta un territorio.

Una città per tutte le stagioni

Mandelieu-la-Napoule non è una meta stagionale. Cambia pelle durante tutto l'anno senza mai perdere il suo carattere: in inverno si copre di giallo e di profumo; in primavera la natura esplode lungo i sentieri dell'Estérel e sulle rive della Siagne; d'estate il Mediterraneo si offre con le sue acque cristalline e i tramonti sulla baia; in autunno, quando i turisti se ne vanno, la città ritrova se stessa in un silenzio dorato che invita a restare.

È il tipo di posto che non finisce mai di sorprendere. E che aspetta solo di essere scoperto.

Info: www.mandelieu-tourisme.com | www.france.fr/it