L ' ANTICA VIA COMASINA
Vi siete mai chiesti come viaggiavano i mercanti romani e i pellegrini medievali tra la metropoli di Mediolanum e le porte delle Alpi? La risposta si snoda lungo un tracciato che è molto più di una semplice strada: un'arteria vitale che per secoli ha pompato uomini, merci e idee nel cuore della Lombardia. Questo percorso, noto come Via Comasina, non è solo un reperto archeologico, ma un palinsesto di storia, economia e cultura che ha plasmato il territorio tra Milano e Como, lasciando un'eredità ancora oggi tangibile.
Dalle Origini Romane al Cuore dell'Impero
La storia di questa via affonda le sue radici nell'espansione romana verso il nord Italia. Con la fondazione di Comum (Como) e la crescente importanza strategica di Mediolanum (Milano), divenne imperativo creare un collegamento rapido e sicuro. La Via Comasina nacque proprio per questa esigenza: un'infrastruttura militare e commerciale progettata per connettere il centro nevralgico della pianura padana con il Lario, considerato una vera e propria porta d'accesso ai valichi alpini come lo Spluga e il Settimo. Attraverso questi passi, l'Impero Romano manteneva il controllo e i commerci con le province di Rezia e Germania.
L'antica via che da Milano, usciva da Porta Comasina e portava fino a Como, lungo l'attuale via Broletto, Via Mercato, via Ponte Vetero, Corso Garibaldi, piazza XXV aprile, Corso Como la vecchia via Borsieri che un tempo comprendeva anche l'attuale via Thaon di Revel.
L'antico percorso venne bruscamente interrotto nel 1865 quando vi si costruì in mezzo la ferrovia, dividendo nettamente le due parti della città che ancora stavano lentamente sorgendo.
A sostituire il tracciato interrotto venne realizzato il Ponte della Sorgente, che sovrapassava l'attuale via Farini, prendendo il nome dalle risorgive che caratterizzavano la zona.
A garantire continuità fra corso Como e la via Borsieri venne invece realizzata una passerella pedonale.
L'Isola andò a caratterizzarsi nel corso degli anni per una forte componente operaia, favorita dalla presenza di diverse fabbriche all'interno del proprio tessuto (come per esempio il Tecnomasio Italiano Brown-Boveri) e dalla vicinanza di grossi stabilimenti come quello della Pirelli (in Ponte Seveso) e dell'Elvetica (in Melchiorre Gioia), oltre che ovviamente della ferrovia.
Il tracciato originale, come tipico dell'ingegneria romana, era il più rettilineo possibile, un nastro di basolato che tagliava la campagna brianzola. Partendo da Porta Comasina a Milano, la strada si dirigeva verso nord, toccando insediamenti e stazioni di posta (mansiones) che offrivano riposo e cambio di cavalli a legionari, funzionari e commercianti. Non era solo un asse di transito, ma un catalizzatore di urbanizzazione: lungo il suo percorso sorsero ville rustiche, piccoli villaggi e centri produttivi che beneficiavano di questo collegamento diretto con due poli economici di primaria importanza.
Il Rinascimento Medievale: Via di Mercanti e Pellegrini
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, la strada non perse la sua importanza, ma ne mutò la funzione. Durante l'Alto Medioevo, divenne un corridoio strategico per Longobardi e Franchi e, successivamente, un'arteria fondamentale per l'economia dei nascenti Comuni. La rivalità e al tempo stesso l'interdipendenza tra Milano e Como si giocarono in gran parte lungo questo asse. Como, specializzata nella produzione e nel commercio della lana e della seta, utilizzava la via per trasportare le sue preziose merci verso i mercati milanesi e da lì verso il resto d'Europa.
In questo periodo, la Via Comasina si trasformò anche in un cammino di fede. Divenne parte integrante dei grandi itinerari di pellegrinaggio che attraversavano il continente. I viandanti diretti a Roma o in Terra Santa la percorrevano verso sud, mentre quelli provenienti dal sud Italia e diretti verso Santiago de Compostela o altri santuari nordeuropei la imboccavano in direzione opposta. Lungo il percorso sorsero ospizi, chiese e monasteri per accogliere e assistere i pellegrini, arricchendo il territorio di un patrimonio architettonico e spirituale ancora oggi visibile in borghi come Vertemate con Minoprio o Fino Mornasco.
L'Eredità Moderna: Tracce e Percorsi Contemporanei
Cosa rimane oggi dell'antico tracciato? La Via Comasina originale è stata in gran parte assorbita e ricalcata da infrastrutture successive. La sua erede più diretta è la Strada Statale 35 dei Giovi (SS35), che in molti tratti ne segue fedelmente il percorso. Tuttavia, l'antica via non è scomparsa del tutto; sopravvive in frammenti, nomi e reperti che attendono solo di essere riscoperti.
L'eredità di questo percorso millenario è multiforme e si manifesta in diversi modi:
- Toponomastica: Il nome "Comasina" è ancora presente in molte vie e piazze dei comuni attraversati, dalla celebre via Comasina di Milano fino a strade locali che ne conservano la memoria storica.
- Reperti Archeologici: Scavi occasionali hanno portato alla luce tratti del basolato romano originale, pietre miliari e resti di insediamenti sorti lungo la strada, offrendo preziose testimonianze materiali della sua lunga storia.
- Patrimonio Architettonico: Chiese romaniche, castelli e antiche cascine sorte in posizioni strategiche lungo la via testimoniano la sua importanza economica e difensiva nel corso dei secoli.
- Itinerari Culturali e Cicloturistici: Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse per la riscoperta lenta di questi antichi percorsi. Sono nati itinerari ciclabili e pedonali che cercano di ricalcare il tracciato storico, permettendo a turisti e appassionati di immergersi in un paesaggio ricco di storia, lontano dal traffico della statale moderna.
Un Viaggio nel Tempo, non solo nello Spazio
Percorrere oggi la direttrice Milano-Como significa compiere un viaggio che va ben oltre la semplice distanza geografica. Significa attraversare strati di storia depositati nel corso di duemila anni. Sotto l'asfalto della moderna statale si cela il basolato romano calpestato dalle legioni; nei nomi dei paesi si riecheggia il suono delle carovane di mercanti medievali; nelle pievi di campagna si avverte il passaggio silenzioso di innumerevoli pellegrini. La Via Comasina è la dimostrazione di come un'infrastruttura possa diventare l'ossatura di un territorio, un filo rosso che lega indissolubilmente generazioni, economie e culture, ricordandoci che ogni nostro spostamento poggia su cammini tracciati molto prima di noi.
