SUCCULENTA: IL SUD CHE PROFUMA NEL CUORE DI MILANO
C'è un momento preciso in cui capisci che Succulenta non è un ristorante qualunque. Succede quando varchi la porta e ti avvolge quel profumo inconfondibile: ragù che cuoce lento, pane caldo, basilico fresco. Qui, nel cuore pulsante di CityLife, tra grattacieli e vetrate modernissime, quello che accade è pura magia del Sud: profumi, sapori e quella generosità che solo chi ha la cucina nel sangue sa trasmettere.
Una storia che parte da lontano
Matteo porta con sé oltre un secolo di tradizione familiare. Tutto è iniziato in terra di Puglia, nei dintorni di Brindisi, tra i fornelli di una nonna che ogni giorno preparava pranzi e cene per dieci figli, sempre con lo stesso amore. Poi è arrivata la mamma chef, il papà pizzaiolo, il ristorante di famiglia. "Sono cresciuto in cucina, seguendo le mani di mia madre che impastavano e i gesti esperti di mio padre tra farina e forno a legna", racconta Matteo con quella semplicità disarmante di chi fa le cose perché non potrebbe fare altrimenti.
Nel 2012 il trasferimento a Milano, le esperienze da Sorbillo e Pizzium, fino all'apertura di Succulenta nel 2022. Un progetto che non insegue le mode, ma i sentimenti, che non guarda alle tendenze, ma alla memoria.

Il menu: un viaggio senza piccole porzioni
"Non esistono piccole porzioni" è il motto non scritto di Succulenta. E infatti qui si mangia. Si mangia davvero, abbondante, generoso, con quella sfacciataggine meridionale che considera l'abbondanza un gesto d'amore, non uno spreco.
Le orecchiette di Cerignola alle cime di rapa sono quello che devono essere: pasta fatta a mano, verdura croccante, il giusto equilibrio tra tradizione e rispetto del prodotto. Le polpette al ragù con carne Podolica raccontano una storia di allevamenti antichi, di sapori intensi, di domeniche in famiglia. La parmigiana di melanzane è eccezionale: gustosa ma leggera, profumata, capace di farti chiudere gli occhi al primo boccone. E poi ci sono gli ziti alla genovese, un primo piatto che richiede tempo, pazienza, amore. Cipolla e carne cotte lentamente fino a diventare un sugo vellutato, dolce, indimenticabile. Un tempo era il protagonista dei pranzi della domenica o dei banchetti nuziali. Oggi è uno dei piatti simbolo di Succulenta. Ma se volete assaggiare un piatto veramente speciale, Matteo vi regala la sua creazione: il Bosco di Battipaglia. Un fusillo fresco che diventa tela per un dipinto di sapori del territorio. Il sugo di datterini gialli di Battipaglia porta dolcezza e acidità delicata, i porcini di Calabria regalano profumo di bosco e terra, il guanciale croccante aggiunge sapidità e contrasto di texture, mentre le scaglie di cacio ricotta e la granella di nocciole completano il piatto con cremosità e croccantezza. È un equilibrio perfetto tra dolce e salato, morbido e croccante, delicato e deciso. Un piatto che ti fa chiudere gli occhi come la parmigiana, ma questa volta per ritrovarti in un bosco profumato, con il sole che filtra tra i rami e il sapore autentico della Campania in ogni forchettata. Una creazione che rappresenta l'essenza stessa di Succulenta: tradizione reinterpretata con eleganza, passione e rispetto per la materia prima.
Tra gli antipasti da non perdere c'è il fritto di calamari: croccanti fuori, morbidi dentro, dorati alla perfezione. Li accompagna una salsa tartara fatta in casa che bilancia la frittura con freschezza e cremosità. Ogni boccone è un equilibrio perfetto tra mare e sapore. E poi ci sono le montanarine alla genovese napoletana, piccole pizzette fritte che nascondono un tesoro: la carne alla genovese cotta lentamente con la cipolla per 12 ore, fino a diventare vellutata e dolcissima. Sopra, una spolverata di prezzemolo fresco e scaglie di Parmigiano Reggiano che chiudono il cerchio. Il contrasto tra la friabilità della pasta fritta e la morbidezza del sugo è qualcosa che ti resta impresso, un'esplosione di gusto che ti fa venire voglia di ordinare tutto il menu. Roba seria.
La pizza: tradizione che si reinventa
La pizza di Succulenta merita un capitolo a parte. Impasto a lievitazione lunga con lievito madre e una lavorazione che Matteo ha studiato, sperimentato, perfezionato nel tempo. "Sono un grande sperimentatore, mi piace studiare impasti, tipologie di farina e lavorazioni diverse. Non si finisce mai di imparare", dice. E si sente in ogni morso. Le pizze sono il frutto di anni di ricerca: croccanti all'esterno, morbide e ben alveolate dentro. Leggere, digeribili, fragranti. Matteo usa solo farine selezionate del prestigioso Mulino Caputo di Napoli, lavorate con un'idratazione elevata che regala leggerezza sorprendente e un gusto autentico, pulito, indimenticabile. L'equilibrio perfetto tra tecnica e passione.
Ogni pizza è un piccolo capolavoro di artigianalità. La Pizza Genovese è un colpo al cuore: cipolla in lenta cottura, manzo, provola affumicata di Agerola DOP e scaglie di grana. Un abbinamento che dimostra quanto la tradizione campana possa esprimersi in modo sorprendente anche sulla pizza. La Regina Succulenta gioca invece con la crema di patate, provola affumicata, guanciale croccante, pomodori del piennolo e scaglie di cacioricotta. Ogni morso è un'esplosione di sapori che si rincorrono senza mai sovrastarsi. Non mancano le proposte con ingredienti tipici pugliesi: cime di rapa, salsiccia stagionata, stracciatella, pomodoro del piennolo. Ogni pizza racconta una storia, celebra un territorio, valorizza un'eccellenza. La massima espressione di chi non smette mai di cercare la perfezione, boccone dopo boccone.
I dolci: il viaggio continua
Il Sud Italia si racconta anche attraverso i dolci. Tiramisù, babà, pastiera, delizia al limone. Classici che sanno di casa, di tradizione, di domeniche in famiglia. E poi ci sono le seadas, croccanti fuori e filanti dentro, dedicate alla moglie sarda di Matteo. Perché anche qui c'è spazio per gli affetti e le contaminazioni, per mescolare storie e sapori. La cheesecake ai frutti di bosco rivisitata è una sperimentazione riuscita: more, mirtilli, fragole e lamponi freschi, una fogliolina di basilico che sorprende e zucchero a velo che completa. Perfetta con un passito, è fresca, equilibrata, elegante. E poi c'è il soufflé al cioccolato. Per i super golosi, parlo per esperienza. Un tortino di cioccolato fondente caldo, panna montata e Nutella. Quando lo apri, il cuore morbido ti travolge. È peccato puro, quello che chiude un pasto perfetto e ti fa sorridere anche se sei già pieno. Perché certi dolci non si rifiutano mai.
I vini: radici e territorio nel calice
La carta dei vini di Succulenta celebra il territorio con etichette selezionate che raccontano il Sud. Tra i bianchi spiccano il Lacryma Christi DOC di Feudi San Gregorio, vulcanico e aromatico, la Falanghina del Sannio DOC Serro Cielo, fresca e minerale, e il Gewürztraminer Kaltern Kellerei, aromatico e profumato per chi cerca qualcosa di diverso. Tra i rossi, il Negroamaro Enneoro Salento IGP, intenso e strutturato, il Primitivo Tre Compari Salento, corposo e avvolgente, il Susumaniello Li Briganti, un rosso pugliese meno conosciuto ma dal carattere deciso, e ancora il Lacryma Christi DOC di Feudi San Gregorio in versione rossa. Per i rosati, l'esclusivo Negroamaro Dama Salento IGP, prodotto con uve che in vigna non ricevono piena luce del sole, mantenendo una colorazione rosata delicata e un sapore fresco, elegante. Noi abbiamo scelto il Prosecco DOCG Bellenda: bollicine fini, fresche, perfette per accompagnare gli antipasti e aprire il palato senza appesantire. Una scelta azzeccata che ha accompagnato tutto il pasto con eleganza e leggerezza. Non mancano le birre artigianali, con tre fusti fissi e un quarto che cambia ogni tre mesi. Perché qui si celebra il territorio in tutte le sue forme, dalla terra al bicchiere.

Perché Succulenta funziona
Succulenta funziona perché è autentico. Non cerca di essere alla moda, non insegue il trend del momento. È semplicemente un luogo dove la cucina popolare, quella contadina, quella di sopravvivenza fatta di verdure e carni allevate con i raccolti della terra, viene celebrata con rispetto e competenza. È un ristorante dove la tradizione non è un vincolo, ma un punto di partenza, dove la memoria si mescola alla ricerca, dove la famiglia conta più di qualsiasi stella Michelin.
"Quando qualcuno mi dice che un piatto era buono come quello della nonna, mi vengono i brividi", confessa Matteo. Ed è proprio questo il segreto: qui si mangia con le emozioni, non solo con lo stomaco. Ci si siede a tavola e si torna a casa. O meglio, si scopre una nuova casa nel cuore di Milano, dove il Sud profuma, abbraccia, nutre.
Succulenta
Piazza VI Febbraio 16, Milano (CityLife)
Tel. 352 024 0915
Prezzo medio: 40-50 euro
Orari:
Lunedì-Domenica: 12.00-15.00
Domenica-Giovedì: 19.00-23.00
Venerdì-Sabato: 19.00-23.30
I tre piatti da ordinare al primo colpo: Bosco di Battipaglia, Parmigiana di melanzane, polpette al ragù con carne Podolica. Ma preparatevi a tornare, perché una volta non basta.